Soprattutto, e qui giungo al punto, penso a Tara che cambia personalità ed è il primo esempio che mi viene in mente per descrivere il mio stato d’animo di questi ultimi tempi. I momenti subacquei e sfuocati si fanno spiacevolmente frequenti e, non avendo la consolazione di una psicopatologia affascinante e rara, mi riaggrappo a quella boa inutile e ostinata che è la mia salute mentale.
Avere un cervello più o meno funzionante e “sano” a volte è di consolazione quanto il sedile galleggiante degli aerei di linea. Pratico e utile, d’accordo, un gadget davvero rimarchevole… ma galleggiare nell’Atlantico a migliaia di chilometri da riva alla fine non ti aiuta granché.
Sarebbe bello se, quando sento i suoni dell’ufficio farsi ovattati e confusi per l’ennesima volta nella surrealtà lavorativa quotidiana, potessi finalmente sbroccare del tutto e indossare una personalità nuova di zecca. Magari una passivo-aggressiva in grado di inculcare sensi di colpa in chi cerca di abusare di me. Magari un'arrivista motivata all'iperlavoro da qualche strana rotella fuori posto. Una remissiva e docile, che ne so. Una stronza deliberata e consapevole. Anche tutte queste personalità a rotazione.
Caspita, è una settimana che non vi tedio con i miei post.
E' che sono tediata a mia volta, inizio tremila post e li lascio incompiuti, abbozzo pensieri e non ricordo come sono iniziati: è inutile, per ora niente. C'è qualcosa che non va nella capoccia e devo capire che cosa sia.
Per far fronte al tedio, domenica ho deciso che sarebbe carino andare a Londra qualche giorno e lunedì ho prenotato il volo. Tra due venerdì mi calerò in un coma di shopping britannico e distrazione assoluta. Adoro aver colpi di testa, mi dovrebbe succedere più spesso.
Buon week end gente.
Ma manco un po' pazza sono, che palle....
| Disorder | Rating |
| Paranoid Personality Disorder: | Low |
| Schizoid Personality Disorder: | Low |
| Schizotypal Personality Disorder: | Moderate |
| Antisocial Personality Disorder: | Low |
| Borderline Personality Disorder: | Low |
| Histrionic Personality Disorder: | High |
| Narcissistic Personality Disorder: | Moderate |
| Avoidant Personality Disorder: | Low |
| Dependent Personality Disorder: | Low |
| Obsessive-Compulsive Disorder: | Moderate |
-- Take the Personality Disorder Test -- -- Personality Disorder Info -- |
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Vedo sempre quelli dei blog altrui e sembrano tutti degli psicotici coi fiocchi, mentre il fatto che sia un po'istrionica e narcisista era già incluso nel concetto di "ho un blog".
Brutta malattia, la sanità mentale.
Capisci che sei cresciuto un po' quando le frasi che senti e le situazioni in cui ti trovi ti fanno pensare sinistramente "questo mi ricorda proprio qualcosa..." sempre più spesso.
E non è solo per il fatto che le situazioni tendono davvero a riproporsi ciclicamente (per vedere questi cicli una vita più lunga aiuta sempre) e che le persone si comportano seguendo pattern più o meno già visti. Secondo me una parte della spiegazione risiede invece nel fatto che cambiamo noi e si inaridisce la nostra disponibilità a farci sorprendere, ad arrischiarci in territori nuovi. Ci perdiamo un sacco di gioie per risparmiarci un po' di noie.
E' molto meglio, si pensa, aggrapparsi a quello che conosciamo e riconosciamo, e smussare gli angoli di incertezza con una cazzuolata di pregiudizi. Vedere quello che vogliamo e semplicemente ignorare le prove contrarie: poco scientifico, molto efficace e più semplice. Verso le complicazioni, del resto, sviluppo allergie nuove ogni mese.
E però..
Eh.
Essendo pigra e stanca nei week end, finisco a poltrire o uscire solo la notte come fanno certi mustelidi. E così può accadere che la mia unica finestra sul mondo sia costituita da autobus, vetrine e banconi per diverso tempo, specialmente durante i mesi invernali. Che poi questa sia una cosa orribile ed allarmante, mi è sufficientemente chiaro senza bisogno che mi pungoliate.
Sono arrivata a capire in quali giorni certi negozi ricevono le consegne, a fiutare da lontano le finte promozioni di scarpe risalenti a due inverni prima, a sapere a memoria il prezzo delle cose. La cosa mi annoia enormemente ma non posso fare a meno di osservare lo scandirsi delle stagioni e delle epoche in questo modo curioso.
Con Ottobre, ad esempio, mentre ancora qualcuno gira in maniche di camicia, prima ancora dell’ora solare scatta di solito l’ora dei pandori. Cercavo dei Kinder Pinguì e mi sono trovata in un sottobosco dolciario di delizie natalizie, apparse nella notte come funghetti. Sotto gli scaffali, abbarbicate ai pilastri. Come viene in mente alla GDO di ammannirci queste cose quando ancora abbiamo diritto a qualche settimana di coni gelato puffo e pistacchio?
L’ondata natalizia non si limita ai supermercati: stanno cominciando ad apparire alberi e palline ovunque. In un posticino come Co.Import, uno tra i miei preferiti per la quantità di cazzate per la casa che riesce ad ammassare nei punti vendita, per esempio è già invasione. E mi soffia aria di Polo Nord in faccia.
Sarà un luogaccio comune al pari del “non ci sono più le mezze stagioni” ma, seriamente gente, era estate qualche settimana fa. Adoro il Natale, mi diverte fare l'albero e tutto ma, sinché non tiro fuori il cappotto pesante, questa roba è ridicola, fuori luogo e un po’ inquietante.
Oltre alla natalizzazione precoce, noto un trend di tutt'altro genere che sta imperiosamente facendosi strada, da anni ormai ma con picchi sempre più marcati. Come la chiamiamo, la zoccolizzazione? Lungi da me l'avere atteggiamenti “prude”, ma parliamoci chiaro: quando ero una ragazzetta io, trovare un tanga non era un'impresa poi così facile. Il primo tanga che vidi era in un cestellino dimesso del negozio di biancheria, avevo tipo 13 anni e supplicai mia mamma di prendermi quel coso, solo perché non ne avevo mai visto uno non in TV (guardavo Colpo Grosso). Rimase un cimelio e una rarità e lo indossai una volta sola in terza media, sentendomi parecchio trasgressiva.
Nel giro di qualche anno, è diventato complesso trovare una mutandina che sul retro non abbia un filo interdentale. Lo so, è una dichiarazione un po' da settantenne in calze elastiche, ma non scherzo. E' vero, il tanga è comodo per certi particolari outfit, laddove per “comodo” si intende comunque “utile per non mostrare il profilo del mutandone a culotte sul retro di un vestito attillato” e non “adoro avere le mutande già in mezzo al sedere prima ancora di aver fatto due passi”. Però avere le chiappe al caldo, specialmente se indossi una minigonna ed è inverno, è ancora un'opzione gradita. E invece no: tanga su tanga nei negozi, tanga di misure tali che non vuoi nemmeno immaginare lo spettacolo che ci sarà incastonato dentro quando qualcuna lo indosserà, tanga aperti sotto, finestrelle vista Monte di Venere e via dicendo. In negozi normalissimi, come se dovessimo sedurre un fesso diverso ogni giorno. A Vancouver l'ultima volta ho girato in un negozio per un buon quarto d'ora prima di accorgermi pienamente che era un posto per spogliarelliste, e l'ho capito solo dalle divise da scolaretta, altrimenti sembrava anche abbastanza normale, per non dire carino. A tanta confusione si è arrivati.
Ma non fermiamoci qui. Parliamo di reggicalze. Prima dell'adolescenza ne avevo visto solo uno dal vero e pensavo fosse una gran figata. Solo che i negozi non li vendevano e io peraltro avevo un'età in cui il calzettone era ancora l'opzione più mentalmente sana.
Passarono gli anni e ne trovai finalmente uno, pagandolo caro come il sangue e e alla tenera età di 19 anni ebbi il mio primo sudatissimo reggicalze. Che, lo capii in fretta, era un capo completamente inutile, perché i collant che sono in vendita da un bel po' di anni a questa parte sono quasi tutti autoreggenti, incredibilmente difficili da acchiappare coi gancetti e soprattutto altamente non bisognosi di sostegno aggiuntivo. Come usare due preservativi insieme insomma. I collant che hanno bisogno di sostegno, per contro, creano orribili grinze da calzino della domenica e tendono a cascare.
Questo accade, paradossalmente, quando i negozi odierni pullulano di lingerie sexy e di reggicalze di pizzo, mutandine con annessi gancetti, bustini con le coppe al titanio e via dicendo.
L’altro giorno alla Coin, investita di recente da un’ondata di ristrutturazioni infighettizzanti quasi intollerabile, ho notato per la prima volta il nuovo settore biancheria intima. Impacchettato come un bon bon, leccatissimo, carissimo e ostentante curiosi manichini in pose laide da lap dancer. Del tipo “distesa languidamente su divanetto con testa buttata all’indietro e cosciame aperto, con autoreggenti di rigore”, per intenderci.
Si possono trovare oggetti come i baby doll orlati da pellicciotta rosa e altre amenità che un tempo collegavo ai porno anni ’80 e ai sexy shop. Sempre alla Coin, hanno creato una sorta di alcova segreta in cui troneggiano reggisenoni dagli 80€ in su (e nemmeno dei push up!), tanghini che costano una giornata di lavoro e, nascosti negli angoli, i soliti manichini apputtanati che ti fissano dall’oscurità avvolti nei loro boa di piume.
Al di sotto di tutto questo, noto qualcosa di più imprevisto: alla Coin c’è un frustino di pelle.
Di quelli tipo gatto a nove code.
Nero e lucido.
Sbatto un po’ le palpebre per verificare di non avere allucinazioni. Allargo lo sguardo e noto una paperella da bagno vibrante nera e altri oggetti rispondenti al nome di “personal massager”, quel simpatico eufemismo politicamente corretto che si usa per definire i vibratori. Esco dalla giungla Coin con un rantolo e rieccomi in Via XX boccheggiante.
Passo davanti a una farmacia e vedo un espositore gigante di un gel lubrificante della Durex “per il piacere di lei”. Con un packaging carino e tanti begli slogan, davanti alla pasticceria. Questo quando sino a 2 anni fa trafugavo il KY abusivamente dall’America, sentendomi peraltro una freak a trovare il lubrificante un utile accessorio. Negli States si trovava normalmente in qualunque negozietto, in Italia mi piombava addosso un velo di perversione, perché il lubrificante era disponibile (oltre che dal gommista) per lo più dai rivenditori di settore, online, a prezzi sciagurati e quasi sempre in varianti fruttate tropicali da crisi allergica istantanea.
Oggi, invece, guarda un po’, lubrificanti in vetrina! E dentro le parafarmacie, in tutte le varianti, incluso il turpe gel “riscaldante” che a un dubbio effetto erotizzante aggiunge l’inebriante sensazione di stare avendo un’eruzione cutanea.
Certo, sono contenta che il mio paesello cominci ad avere un approccio più realista e meno perbenista rispetto al sesso e alle sue attività corollarie. C’è però sempre la strana impressione che dalle nostre parti non si sia in grado di adottare certi cambiamenti senza dare una rigata di cattivo gusto al tutto, senza pennellate di eccesso crasso e volgarotto, senza il consueto abbassamento del sesso a qualcosa di vicino alla pornografia, all’esibizionismo, al velinismo, a una semplice posa fine a se stessa..
Inutile gente: il troppo stroppia e il fatto che qualcosa sia disponibile senza difficoltà non dovrebbe costituire una moratoria sulla compostezza nella presentazione. Per Dio, alla Coin ci vanno anche le nonne!
Non so quali effetti abbia su di voi tutto questo, ma - per quanto riguarda la mia visione del sesso – sono quasi sicura che tutta quest’orgia visiva abbia finito col desensibilizzarmi quasi completamente rispetto al “sexy” convenzionalmente inteso. Anche più in generale: mi si possono parare davanti le cose più strambe e provocanti e l’unica reazione immediata è un grosso sbadiglio.
In ogni caso spero sia un danno reversibile, perché di fronte alla “ipersessizzazione” della realtà di ogni giorno non posso che guardare con un po' di rimpianto ai giorni in cui potevo provare la pruriginosa sensazione di stare indossando quello che secondo me era l'unico tanga della città, a periodi più lontani in cui qualcosa di sexy era qualcosa di speciale e festoso invece che un'altra piatta forma di quotidianità, in cui una piccola patina di “misterioso” di “segreto” o “proibito”, ben ben lungi da moralismi bigotti, aggiungeva al sesso qualcosa che la sovraesposizione da macelleria odierna ci ha tolto forse per sempre (oh mio Dio mi suona così strano che sia io a dire queste cose...).
Che dovrei fare quindi?
Mi sa che tira che ti tira mi rassegnerò, ma se in un futuro non molto lontano mi vedrete passeggiare sotto il sole di Luglio in pantofoline di pelo rosa col tacco e abitino commestibile, almeno toglietemi il pandoro di mano e costringetemi a mangiarlo in un mese decente.
Dare sempre agli altri dei deficienti è una scorciatoia facile, piacevole e autoassolutoria per capire in ogni momento che cosa non sta andando bene. C'è sempre qualcuno a cui dare la colpa, qualche neurone (rigorosamente altrui) malfunzionante che può accollarsi la responsabilità di un grosso casino.
E' anche un atto di indubbia arroganza però, da evitare se possibile; preferisco provare a coltivare la nobile arte dell'autocritica - con qualche difficoltà ovviamente - per rovesciare la prospettiva e vedere se per caso qualche colpa non può essere addossata a me.
Ci provo disperatamente.
Ma ci sono momenti, in questo cazzo di lavoro, in cui mi trovo di fronte a casi di pura, limpida e cristallina idiozia. E l'idiozia, specie quella deliberata, mi fa sbarellare, mi colma di rabbia quasi omicida.
Come si fa a guardare e passare oltre poi, quando "l'oltre" è costituito da un'altra schiera di imbecilli?
A questo mondo, ogni volta che trovi qualcuno che capisce esattamente quello che dici, secondo me te lo devi tenere stretto.
No ma seriamente, esiste qualcuno che ami l'ipocrisia?
Chiunque sia così perverso da amarla davvero sarebbe comunque ipocrita al riguardo.
Quindi perchè precisarlo in 7 profili su 10?
E' bello aprirsi agli altri, confessare agli altri le tue debolezze, i tuoi complessi, le tue paure.
Fantastico quando essendo a conoscenza delle sovracitate nozioni, qualcuno le usa contro di te senza il minimo riguardo.
Grazie, grazie mille.
Se questo fosse un diario, potrei esordire dicendo che in questi giorni ho solo trascurato di descrivere un'epica partita di Monopoli su prato e la mia prima spesa da sola all'Ipercoop e di quanto mi sia sembrato grottesco pensare alla mia età che in effetti era la mia prima spesona interamente da sola. Per l'eccitazione ho fatto 200metri col freno a mano innestato e le quattro frecce e la mia autostima di conducente si è dimezzata di botto.
Per il resto, sono giorni bigi quanto i giorni precedenti sono stati ricchi di stimoli e cose da fare. Quando sono troppo impegnata di solito penso con desiderio ad avere qualche giorno di serena noia tutto per me... e ora che questa noia, più colpevole che serena lo ammetto, è arrivata... mah, mi si è spento tutto nella scatola cranica. Oppongo resistenza all'inerzia dandomi a insolite sperimentazioni gastronomiche e nel frattempo la noia è terreno fertile per sciocche seghine mentali.
Penso alle relazioni e alla nausea che provo pensando ad esse, ultimamente.
Penso ai dejavu, sinistri, degli ultimi tempi.
Penso che ambisco a starmene sola da anni e proprio quando ne ho la possibilità sono totalmente incapace di starci. E aver *bisogno* di qualcosa mi irrita oltre modo. E infatti sono irritata e parecchio stizzosa in sti giorni, faccio ragionamenti da autentica zitellona che vanno ricorsivamente a nutrire l'irritazione.
Penso che spero tanto mi richiamino dal lavoro e possa rincominciare le mie traumatiche sveglie mattiniere e 8 ore da schiava, perchè almeno mi daranno un motivo dignitoso per essere giù.
Penso al sesso e al preoccupantissimo fatto che non ho voglia di farne.
Penso che dico cose che non penso davvero perchè non mi piace pensare quello che penso.
Penso che sto scrivendo le cose in uno strano ordine che crea curiosi effetti di senso.
Avverto in sottofondo che una parte del mio cervello sta elaborando cose ingurgitate nelle settimane trascorse e sinchè non ha un responso mi punisce privandomi dell'umore. Ecco il problema, non sono di nessun umore, vegeto, una lavagna bianca. Nemmeno la musica riesce a tirarmi su, nemmeno dormire, nemmeno mangiare cose buone.
Manderò affanculo il bigiume odierno andando a godermi il tramonto sul mare. Sissì. Dal mio molo preferito, da sola immagino.
Così non va comunque, I blame it on pms.