Maaaaaa secondo voi, anche se li chiamo i "Queen" tra virgolette e non condivido fondamentalmente la natura del progetto... col fatto che non avrò comunque tante occasioni nella vita di rivedere Roger o di vedere Brian... a vedere i "Queen" domenica dovrei andarci? Anche solo per quello che hanno rappresentato per me?
E anche se, con chi poi?
Visto che faccio sempre dei sabati sera smodatamente pieni di vita tra sesso ed eccessi di ogni genere, questa sera mi sono concessa il riposo rassicurante delle mura domestiche davanti a questo filmetto.

Visto che era raccomandato da un uomo di fiducia mi abbandono paciosa alla visione. Qualche spoiler, ammesso che il concetto si applichi nelle commedie romantiche, si trova nelle righe successive.
La trama in sintesi: in una Milano surreale di ventenni di successo che vivono in meravigliosi loft facendo lavori prestigiosi, vivono Lucia e Maria. Maria è la classica biondina strafica dalla simpatia disarmante che conquista tutti, e Lucia è l'amica più scura, che veste da maschiaccio, fa piccoli sorrisi a occhi bassi e si diverte quotidianamente a vessare la sua povera assistente di produzione in una situazione che ricorda antipaticamente il mio lavoro.
Lucia tenterà di soffiare il futuro marito all'amica perchè era il suo migliore amico quando lei era una bambina sfigata e lui un bambino grasso. E per giunta perchè ci ha fatto sesso dopo una festa e lui il mattino dopo ha conigliato dicendo che nonostante l'affiatamento e la passione non può lasciare la fidanzata. Subodorato per giunta che nessuno nella coppia sembra troppo convinto della decisione, Lucia paga un modello con le spalle strette e un solo sopracciglio e lo ammaestra perchè diventi l'uomo dei sogni di Maria e la convinca a rinunciare a sposarsi, mentre Lucia può lavorarsi la sua vecchia fiamma.
Ovviamente, come ci si aspetta, nulla andrà come Lucia si aspettava, per un finale che, su premesse finalmente bastarde e immorali ("l'amore fa fare cose orribili" prometteva bene), finisce in realtà a riconfermare l'ordine costituito e il trionfo dell'ammmore.
Qualche osservazione in ordine casuale:
Passo e chiudo miei quattro lettori, buon sabato notte :)
Con mio sommo rammarico, mi trovo ad avere giornate dedicate più o meno al cazzeggio. Male, perchè troppo tempo libero non ti fa apprezzare la gioia di fare ciò che ti pare, ma cercherò retroattivamente di pensarci quando sarò impegnata.
Ho passato il week end in quel di Milano, come mi capita di fare di tanto in tanto. Milano è alta nelle mie stime di città per lo shopping di cosine buffe e intriganti, in parole povere un money pit potenzialmente senza fondo.
Per la prima volta, sono stata condotta dove tutti i punkettoni/rockettari/emo/goth/poser assortiti della città accorrono il sabato pomeriggio, ovvero il sinistro mercatino di Porta Genova. Che esperienza folcloristica e pittoresca! Io stessa amo attingere ogni tanto da quel genere di stile, che certo mi si addice di più di tantissimi altri più classici, ma accidenti come ci danno i piccoli adolescenti milanesi, specie le signorine. In cravatta rossa, corsetto, all star coi teschi e borsa a forma di basso elettrico gravido di spillette mi sono sentita super all'acqua di rose, mentre davanti a me sfilavano le bolge di adolescenti pallidi, che sembravano tutti usciti da un incubo del concept artist dei My Chemical Romance.
Agghindati di collari, spunzoni, creste, magliettine malconce vintage, top da vampiresse, cargo pants effetto bondage, anfibioni borchiati, calzine a strisce che farebbero sembrare le gambe di kate moss due cotechini.... Che carini, davvero divertenti da guardare. E si guardano tutti, tra di loro, è gran parte del gioco. Sento uno di loro mormorare divertito della mia borsa-basso. Me li rimiro anche io con tenerezza, vedo che la maggior parte di loro è piccolina rispetto a questa attempata ventiquattrenne, molti di loro saranno ancora al liceo. Mi immagino la Maria Giselda di turno che la mattina balbetta alla cattedra il suo sei di latino e alle due del pomeriggio inizia a imbellettarsi per partecipare alla Black Parade degli "alternativi". Che poi alternativi è un parolone, ne discutevo in più sedi: è un po' avvilente pensare che un giretto in un posto come Porta Genova ti può fornire già tutto l'occorrente per la "conversione" al lato dark. Alla fine, dai, è un convenzionale visto in negativo, solo un'altra uniforme per sentirsi diversi. Che ha il vantaggio a mio avviso di avere un'aria ben più cool e di essere una manna per le cicciotte, osservavo sabato, che possono darsi un tono e uno stile e nascondere al tempo stesso i cicciumi. Se hai invece la fortuna di avere un fisico sopportabile, come anche me direi, è una miniera di soluzioni di abbigliamento interessanti, un look enhancer notevolissimo.
Alla fin fine, quindi, per quanto ami fare commentini acidi sulle goth queen coi 6 in pagella, sono divertita dal fenomeno e la sua accessibilità ormai diffusa prova solo che è una moda come tante altre, nel male E nel bene. Parzialmente ne sono una vittima consapevole, benchè mi piaccia mixare i generi e mantenere prima di tutto la mia identità.
Se posso aggiungere una nota molto positiva, mentre passeggiavo sotto il sole di rame di Porta Genova mi sono pure beccata una ventata di Led Zeppelin... che potevo volere di più?
Per finire, devo alla città di Milano la mia nuova borsetta definitiva. Reazione media della gente: "Heh". Ma io l'adoro =)
