L'idea di un'invenzione simile un po' mi diverte e un po' mi raccapriccia.
Pensateci: un impianto sotto pelle che ti proietta sulla fronte quello che stai pensando, in simpatiche scritte scorrevoli.
Sapere che qualcosa del genere non esiste ancora e - sperabilmente - non esisterà mai, mi dispiace un po'.
Se tutti in ufficio ne avessimo uno installato, infatti, il nostro capo avrebbe potuto leggere con chiarezza una fila di "Coglione" scorrevoli sulle nostre fronti quando, qualche ora fa, ha dichiarato sbattendo i pugni sul tavolo che "Io ho sempre ragione". Oh si, lo ha detto davvero! E l'unanimità sarebbe stata tale che, forse, per un solo attimo prima di incazzarsi, avrebbe quasi sospettato che ragione l'avessimo noi. Per una volta eh, così non si annoia ad averla sempre lui.
D'altro canto però, sapere che almeno i miei pensieri - spesso inadatti ad essere esternati con schiettezza, specie in ufficio - saranno sempre custoditi al sicuro nella mia testa mi garantisce ancora quel piccolo quadratino di libertà, almeno interiore, che nessuno potrà toccarmi. Quell'area segreta in cui ritirarsi quando all'esterno piove merda e fa freddo.
Un po' come quando sei spiaccicato contro un vetro su un autobus pieno, con i piedi in posizione da Twister e le mani di ignoti appoggiate al sedere, ma puoi compiacerti di poter flettere ancora liberamente tutti e due i mignoli. O agitare la lingua dentro la bocca.
Signori, di questi tempi son consolazioni.
E per piacere, ditemi che la cosa dell'autobus non la faccio solo io.
Tra l'altro ieri mentre tornavo a casa ho pensato a un cattivo dei fumetti che si esprime parlando solo attraverso un kazoo. Tipo un cattivo di Batman, che son tutti psicotici.
E' che avevo un kazoo in macchina e lo stomaco vuoto.
Che invenzione brillante eh?
Quando sono annoiata penso a come sarebbe il luogo in cui mi trovo se fosse assalito dagli zombie in una realtà alternativa tipo Silent Hill. Era una fantasia frequente mentre passeggiavo per il centro commerciale di Opry Mills, a Nashville, nel mio periodo americano. E' una specie di villaggio di medie dimensioni, stracolmodi gente e negozi.
Immaginavo il buio fuori e le luci semispente dentro, scie di sangue sui pavimenti, ombre barcollanti nella vetrina di Hot Topic, schermi che ormai danno solo white noise. Il disordine. Cappuccini e sgabelli rovesciati nel bistrot dentro Barnes & Noble, una mano fa capolino sul pavimento da dietro lo scaffale dei libri per bambini, e non sei sicuro ci sia altro oltre la mano. Le sale enormi del cinema ancora a proiettare per un pubblico che non c'è più, a proiettare un film a uno sconfinato tappeto di popcorn e Pepsi appiccicosa.
Qua e là un grido e, nel silenzio, il bisbiglio di piccoli passi che sembrano fragili ma sono in realtà molto decisi.
Stamattina il mio autobus è passato davanti all'H&M di Via Venti e ho immaginato il piano interrato immerso nelle tenebre e trasformato in una palude. Galleggiano capi d'abbigliamento e corpi, e piccole creature guizzanti fanno qui e lì capolino dall'acqua putrida, detriti e arti ristagnano negli angoli.
Secondo me ste fantasie non son mica tanto normali.
Ho progettato tre invenzioni oggi, con qualche aiuto.
1.La sparagatti - Ispirata nel design ai marchingegni degli Acchiappafantasmi, è uno zaino rigido da portare sulle spalle della capienza di circa 7 gatti adulti. Un tubo collega lo zaino con l'espulsore a campana, e un meccanismo a pompa idraulica consente, con la pressione di un bottone, di sparare un gatto per volta verso i tuoi assalitori, o per provare un punto su cui insisti molto. Funziona anche coi criceti, ed è naturalmente anche più capiente in questo caso. Design raffinato con un tocco vintage per l'invenzione che farà impazzire i giovani.
2.Il deodorante al profumo di prosciutto cotto - Formula innovativa per portare le genuine fragranze della gastronomia italiana sempre in giro con te. Particolarmente indicato negli autobus, può - ma non necessariamente - comportare curiosi effetti collaterali. Per ascelle troppo belle per nasconderle. Disponibile anche in fragranza Gorgonzola e Acciuga. Il regalo dell'estate, guai a restare senza.
3.Lo skilift coi dildi - Mentre agonizziamo nella calura estiva sogniamo la sospirata settimana bianca per qualche giorno di sana attività fisica, aria fresca e relax. E quale coadiuvante migliore di uno skilift da inserire direttamente tramite un pratico dildo intercambiabile? Sarà possibile salire sulle vette senza nemmeno usare le mani, che potremo impiegare a nostro piacimento. Disponibile anche nella versione con dildo personalizzabile dalla sciatrice. Lo skilift che darà un nuovo significato ai piaceri della neve!
Ok ok ero un po' sbronza ieri, oggi lo pago...
Che razza di brutto potere è ferire gli altri con una parola, uno sguardo, un silenzio? Infliggere dolore invece di conforto e non riuscire lo stesso a lasciare andare una persona a cui tieni ma a cui non puoi purtroppo dare ciò che vuole. Anche questo... perchè non ci meritiamo mai noi le persone che invece meritano noi, che ci amano davvero e che non chiedono altro che di starci vicini? Che gioco perverso, che simmetrie sinistre. Perchè amiamo tanto dannarci?
Una nuova invenzione: un chippino nel cervello che ci impedisce di cambiare idea sulle cose buone che ora non riusciamo a vedere, ma che a lungo andare rimpiangeremo. Con una scossetta elettrica. Così diventeremo tutti cagnolini di Pavlov lobotomizzati alla felicità.
I'm so sorry honey. I fucked up.
Per varie ragioni sono giunta a concludere che l'invenzione più utile per l'umanità sia per oggi il servosterzo. Una manovra di parcheggio sulla mia Panda equivale a mezz'ora di palestra e provoca altrettanta sudorazione, e ti fa sentire quel rumore inquietante di ruota che strofina sull'asfalto in una scala dodecafonica gommosa. E nel frattempo vedo gli altri donnini sulle loro Punto o chissà cosa che con una flessione delle loro lunghe unghiette smaltate fanno i loro bei parcheggi da donna senza neanche dover smettere di truccarsi nello specchietto. Voglio il servosterzo, in mancanza di questo un sistema idraulico gestito da gnomi che ne faccia le veci.
Inoltre, ho riscontrato due curiosi casi di guida che mi auguro, applicandomi, di poter adottare anch'io in futuro con altrettanto candore e faccia tosta (come donna tanto ho un talento naturale). Come ad esempio fermarsi tra la via di accesso a una rotonda e la rotonda stessa un po' di traverso con le quattro frecce, aspettando placidi l'avvenire e guardando stupiti e un po' contrariati quei simpatici pazzerelloni che ti suonano per passare. O fermarsi in mezzo a uno Stop sul motorino per scrivere un sms, mantenendo truffaldinamente l'aria di chi sta per ripartire e rispondendo stizziti a ogni critica mossa loro. Ah ragazzi, roba davvero priceless, cosa si perde uno a stare a casa...
A volte temo che la mia conversione in guidatrice demoniaca/isterica sarà solo un effetto inesorabile del guidare a Genova. Tra i genovesi scorbutici e le adorabili strade in curva, salita, avvallamenti, asfaltazioni approssimative, culi di macchine in mezzo alla strada, sistematica mancanza di parcheggi, autobus che cercano di falciarti nei tornanti...per poi fare una menzione speciale alle terrificanti autostrade liguri di ponti sospesi, gallerie e curve chilometriche. Urge una città nuova, casa comincia subito a starmi di nuovo stretta, e in senso letterale. Preferite le pianure e i deserti.
Intanto annoto fiera una seconda strusciata alla mia Panda, sempre con dinamica *frush* *gneek* *roar* *sbonk*. Io mi discolpo dicendo che ho il box stretto, ma sotto sotto sospetto il gene-donna come complice del reato. So che tanto è quello che ogni uomo pensa, voi popolo di piloti isterici e impazienti.. mi fate venire voglia di guidare travestita da uomo solo per non sentirmi addosso gli sguardi pietosi e irrisori che rivolgete a noi tortorelle al volante. Ma se volete guidare voi prego, almeno mi ritocco il rossetto in pace.
Si mette al polso come un orologio ma il cinturino sostiene una scatoletta. La scatoletta è semplice e rotonda. Si illumina ogni volta che prendi una decisione, e il coperchio si alza. Dentro c'è un nanetto simpatico (come un taru taru magari se qualcuno sa di che parlo). Se la decisione è giusta, il nanetto sorride, annuisce e ti regala un biscotto. Se la decisione che hai preso è sbagliata, fa un ghigno perfido e ti mozzica un dito. Così il tuo nanetto-sensore ti fa capire se le decisioni che ti costa tanto prendere sono davvero quelle giuste o se invece te ne pentirai, senza dover aspettare il momento in cui te ne accorgerai da sola, ammesso che accada.
Voglio il mio nanetto da polso; avrei sempre le dita blu e piene di cerotti, ma mi guarirebbe da tutti i dubbi che ho su qualunque cosa faccia, specie in questo periodo.
Ah, nella scatola devono anche esserci almeno tre cambi d'abito per il nanetto, e tutti carinissimi.