Se dico "Lynyrd Skynyrd" un sacco di voi strabuzzeranno gli occhi, almeno sino al momento in cui non si renderanno conto che sì, il nome della band è pronunciabile (il titolo del loro primo album spiega appunto come farlo) e che almeno una canzone loro la conoscete anche voi ed è sicuramente Sweet Home Alabama. Sì, i Lynyrd Skynyrd sono "quelli di Sweet Home Alabama". Vedo già le espressioni facciali che mutano dal perplesso al divertito sulle prime note di chitarra. Fermi lì però, non è di lei che intendo parlarvi.
Questa bimba, però, è una Layla al contrario. Vi ricordate Layla, quel virtuoso intreccio di chitarristi epici come Eric Clapton e Duane Allman? Scoppietta e garrisce per la prima metà, fluisce malinconica per la seconda, a sospironi. Free Bird fa esattamente l'opposto e, più o meno a metà dei pachidermici nove minuti e rotti di traccia, quando ormai stai facendo ondeggiare la testa piano piano con gli occhi chiusi, semplicemente esplode in un lungo strumentale tiratissimo, dominato dalle tre chitarre distintive della line up degli Skynyrd.
Avendo ricevuto numerosi messaggi di sostegno all'annoso dilemma pandistico di fronte a cui il destino mi ha posta venerdì, ci tengo ad aggiornarvi sulla situazione. So che alcuni di voi erano perplessi circa le mie probabilità di sopravvivere, e in primo luogo vi rassicuro che sto bene e starò benone almeno per tutta l'ora che mi separa dalla mia prima pattinata sui rollerblade, in questa mite domenica primaverile.
E' strano che un'auto con la prima inserita si metta a scivolare all'indietro. Specialmente quando non si trova in discesa. E' strano, ma era l'unica tesi che riuscivo a concepire.
Ma io sono una donna, e - si sa - nel cervello delle donne lo spazio abitualmente riservato al pensiero logico è stato adibito a stipetto per le scarpe.
L'intervento benedetto della dolce e ingegnosa metà è riuscito a risparmiarmi contorsionismi irrealistici e prodezze atletiche a cui non mi sentivo pronta. Con una scala, il suo metro e novanta e un intelletto più lucido, è riuscito a capire che non era il moon walking ad aver bloccato il mio piccolo cubicolo su ruote, ma uno sbadiglio del suo grosso sederone quadrato. Venerdì ho acchiappato l'ombrello dal bagagliaio e sono scappata a casa, e da genio che sono devo aver chiuso male il portello il quale, non senza una punta di viscidume e malignità, è lentamente scattato indietro mentre mangiavo, sino ad aprirsi completamente e a bloccare il cancello.
Laddove avevo preventivato l'intervento di due omaccioni, un telefono col 118 su chiamata rapida e me stessa cosparsa di salsa tartara per scivolare meglio, è bastato un fidanzato sveglio, una scala e un bastone di scopa.
Quando c'è l'amore, c'è davvero tutto.
Chi impara a guidare una Twingo a Capodanno guida tutto l'anno?
Forzando uno dei miei limiti mi sono lasciata docilmente trascinare a una simpatica festicciuola domestica di gente che non conoscevo minimamente. E più o meno mi sono trovata serena e a mio agio, che è veramente pretendere tanto da me. L'unica cosa che mi ha lasciata non dico interdetta, ma pensosa, è cominciare a vedere coppiette che alla mia età o su di lì hanno delle belle fedi nuziali. Mi fa lo stesso effetto di inghiottire un gomitolo. Certo non un effetto strano come quello che hanno su di me le persone che alla mia età esibiscono stempiature da record, capelli grigi e trippe (mi fanno sentire una specie di porno Lolita).. e credetemi non son poche.
Boh. Alla fine satolla e stanca, ma sono tutta viva e ASSAI, assai sobria.
Quello non sobrio è il mio dolce quarto (per stasera è declassato da dolce metà a categoria inferiore), il quale ha attualmente perso la facoltà di pensare senza raccontarmi tutto ad alta voce. Visto che chi compie uno strangolamento a Capodanno passa in galera tutto l'anno, è il caso che mi strucchi e mi infili sotto il piumino. Al coso gli getterò un plaid se oppone resistenza.
Quando mi chiedono se bevo dico sempre che sono astemia. Perchè in effetti è l'approssimazione più corretta, visto che la dicitura "social drinker" è eccessiva per una che beve poco quanto me. Non mi piace manco il sapore degli alcolici, per dire. Pure i Moncherì mi fanno schifo perchè c'è l'alcool.
Oppure potrei dire "sono astemia sinchè non bevo". Credo di averlo pure detto ieri alla mia capessa.
Insomma fatto sta che visto che non vomito mai da brilla, almeno dovete beccarvi sta fiumana di parole.
Ieri ho guidato per la prima volta in svariati mesi (la pandina si è accesa al primo colpo, l'avrei quasi abbracciata). Nell'ora di punta del rientro sono riuscita a fare giri funambolici, a raccattare il collegamico a Castelletto, a tornare indietro e raggiungere Boccadasse, trovando PURE un parcheggio e facendolo tutto da sola, spremuta tra due Smart (la zona di Albaro è una zona molto Smart, purtroppo solo di nome).
Alla cena aziendale eravamo tipo 12, curiosamente divisi tipo festa delle medie, donne da un lato e uomini dall'altro: sulla saldatura hanno messo me. Tra un agente che ci ha provato tutto il tempo e la mia collega bella e stressata, davanti a un altro collega che mi ha guardata con crescente ilarità mentre il mio stato mentale vacillava sempre più.
Ragazzi a me il vino fa proprio schifo, ma curiosamente quel bianco di ieri (un nome complicato le cui uve vengono da Benevento) andava giù da dio. Ero brilla prima degli antipasti, a forza di cin cin.
Dicono che da ubriaca, al contrario del solito, sono molto simpatica e di compagnia. Riesco ancora a contenermi nella decenza e nelle buone maniere, e riesco pure a filtrare le cose quando parlo, anche se molto meno. Ma parlo, rido, sorrido e brindo che è un piacere. Dopo un po' l'attenzione della tavolata si era sinistramente spostata su di me (che urlacchiavo con grazia "Prooooooosit" cin-cinnando il calice su quello dei miei vicini, e subito dopo ingollando con un "Alèèèèè)". Cioè tipo mi giravo e vedevo tutta un'ala del tavolo che mi fissava con l'aria di "Ora voglio vedere se inizia a spogliarsi".
Non dimentico mai quello che succede quando son brilla, sarà che non bevo MAI così tanto (basta così poco per spedirmi in orbita che se davvero bevessi tanto potrei tirare le cuoia). Quindi ricordo con precisione scientifica che mentre ci provavo con la mia collega (le avevo offerto un passaggio), qualcuno deve aver sentito il mio "Dai, da cosa nasce cosa" e ho scatenato l'ilarità generale. Anche la sua :p, non l'ho mai vista ridere tanto quanto ieri...
Bevendo e scherzando, sono arrivata al dessert. Qualcuno aveva anche messo vodka nel mio sorbetto, per far piovere sul bagnato. Ricordo anche che la torta era buona e che sono stata al telefono sia col papà (qualcosa tipo "Ehi ciau papi sono ubriaca, hi hi!") che col fidanzato (supplicandolo di venire a raggiungermi a piedi per guidare sino a casa perchè ovviamente non mi sognavo nemmeno di guidare o infilare la Panda nel box in quello stato). Ricordo pure che non sarò mai abbastanza sbronza da mettermi a bere un caffè. Puah. Ho allungato il mio al collegamico ed ex. Credo.
Finalmente il mio principe azzurro ha varcato la soglia della locanda e ha portato via me, l'ex e la collega.
Ho fatto una breve figura di merda con il di lei ragazzo e poi reggendomi tra il fidanzato e l'ex ho riso sino all'auto, rotolando in varie direzioni. Ho anche proposto una cosa a tre, credo (naturalmente scherzando ma non so se ero capace di grandi sfumature).
Era prevista un'uscita post-cena, con due amici e avidi commentatori (lol) del blog. Ma credo che concorderanno che non ero nelle condizioni adatte. Mi hanno vista. Sono finita dritta a casa. Dove incongruamente ho postato sul blog.
Quando il mio bello è rincasato, stavo ridendo sul divano del fatto di aver postato.
Poi nebbia, mi sono addormentata come un sasso e svegliata nelle tenebre verso le 3, mentre lui tentava di infilarmi il pigiamino. E diavolazzo, ero ancora sbronzissima.
E ora finalmente mi sono ri-svegliata alle 7 e la sbronza è stata sostituita da un simpatico cerchio alla testa e da quella simpatica mezza nausea che mi terrà compagnia sino a stasera.
Meno male che non ho due lavori.
Se questo fosse un diario, potrei esordire dicendo che in questi giorni ho solo trascurato di descrivere un'epica partita di Monopoli su prato e la mia prima spesa da sola all'Ipercoop e di quanto mi sia sembrato grottesco pensare alla mia età che in effetti era la mia prima spesona interamente da sola. Per l'eccitazione ho fatto 200metri col freno a mano innestato e le quattro frecce e la mia autostima di conducente si è dimezzata di botto.
Per il resto, sono giorni bigi quanto i giorni precedenti sono stati ricchi di stimoli e cose da fare. Quando sono troppo impegnata di solito penso con desiderio ad avere qualche giorno di serena noia tutto per me... e ora che questa noia, più colpevole che serena lo ammetto, è arrivata... mah, mi si è spento tutto nella scatola cranica. Oppongo resistenza all'inerzia dandomi a insolite sperimentazioni gastronomiche e nel frattempo la noia è terreno fertile per sciocche seghine mentali.
Penso alle relazioni e alla nausea che provo pensando ad esse, ultimamente.
Penso ai dejavu, sinistri, degli ultimi tempi.
Penso che ambisco a starmene sola da anni e proprio quando ne ho la possibilità sono totalmente incapace di starci. E aver *bisogno* di qualcosa mi irrita oltre modo. E infatti sono irritata e parecchio stizzosa in sti giorni, faccio ragionamenti da autentica zitellona che vanno ricorsivamente a nutrire l'irritazione.
Penso che spero tanto mi richiamino dal lavoro e possa rincominciare le mie traumatiche sveglie mattiniere e 8 ore da schiava, perchè almeno mi daranno un motivo dignitoso per essere giù.
Penso al sesso e al preoccupantissimo fatto che non ho voglia di farne.
Penso che dico cose che non penso davvero perchè non mi piace pensare quello che penso.
Penso che sto scrivendo le cose in uno strano ordine che crea curiosi effetti di senso.
Avverto in sottofondo che una parte del mio cervello sta elaborando cose ingurgitate nelle settimane trascorse e sinchè non ha un responso mi punisce privandomi dell'umore. Ecco il problema, non sono di nessun umore, vegeto, una lavagna bianca. Nemmeno la musica riesce a tirarmi su, nemmeno dormire, nemmeno mangiare cose buone.
Manderò affanculo il bigiume odierno andando a godermi il tramonto sul mare. Sissì. Dal mio molo preferito, da sola immagino.
Così non va comunque, I blame it on pms.
Celebro il fatto di essere arrivata all'Ikea ALLA PRIMA e senza perdermi. L'Ikea stessa mi ha premiata regalandomi una fanta e un dolcetto per aver compilato un questionario per i clienti! Mentre il sole tramontava radioso ho guidato sino a casa facendo la strada più lunga e quasi beccandomi apposta ogni semaforo rosso, godendomi la vista del mare e delle prime propaggini di uscite serali.
Non so se tenere l'iPod a volume basso a un orecchio solo sia illegale (ma sospetto di si), ma visto che la Panda non vanta manco un accendisigari tra i suoi molti optional mi sono fatta compagnia così. Tanti Zeppelin come al solito, ma oggi è stata Nice Dream dei Radiohead a centrare il punto. Dolce, eterea, sognante appunto.. a contrastare con gli automobilisti incarogniti, gli autobus assassini, le vespe kamikaze che ti passano a destra manco pensassero di essere invisibili. L'ideale per staccare e potenzialmente fare un bel tamponamento col sorriso ebete sulle labbra.
La mia guida sta migliorando cmq, e mi sento piuttosto fiera. In queste settimane il caso ha voluto che avessi bisogno di guidare un sacco e imparassi percorsi e strade nuovi e avventurosi. Genova in questo senso è un vero labirinto di stradine strane e raramente noiose. A me bastano qualcuno a bordo che mi garantisca che non sto facendo nulla di oltremodo illegale, un po' di incoraggiamento e la terra promessa di un parcheggio a motivarmi. Certo ripeto, un servosterzo sarebbe LA ciliegina sulla torta... Insomma mi pare che il mio catching up coi coetanei che hanno la patente da 6 anni proceda benone e spero di non stare pronunciando le proverbiali ultime parole famose.
Che bella l'ora tra le 19 e le 20, quando la gente shifta dalla modalità diurno/lavorativa e si cala nel mood serale/notturno. E' un concetto che nella mia testa odora di shampoo, ha la consistenza setosa del rossetto fresco e la sensazione inebriante di calzini freschi ai piedi. E la fiducia nella tenebra per occultare le tue sempreviola occhiaie da finta viveur. Evviva il buio, in queste settimane AMO il buio più che mai.
Ah che bello, non ho scritto NEMMENO una sega mentale. Cioè in testa ne avrei tantissime, ma questa settimana cerco di risparmiarmele/vele. In particolare ne avrei UNA ispirata da un certo amico testa di menghia ... ma prima devo *metabolizzarla* e partorirla con cura... a presto.
Mi ha fottuta di nuovo, la maledetta strada per l'Ikea di Genova. Vi odio maledetti cornuti che fate le indicazioni, vi giuro che vi ODIO e vi auguro infelicità almeno per una settimana. E' possibile che per girare a sinistra devi girare a destra? La misura del tempo che mi ha fatto perdere è uno Shine on you Crazy Diamond e una Stairway to Heaven... per chi non lo sapesse, almeno 20 minuti di musica a cercare di tornare indietro con la mia guida timida e super-legale =(.
Se non altro, Habemus Hippopotamum! E altri 40 euri di cose indefinibili che qualcuno - o io stessa in stato di apnea neuronale - ha infilato nella mia borsa gialla. Ma questo si sa, capita sempre...