
Il passaggio dall'adolescenza e post-adolescenza all'età adulta (o a una sua approssimazione) ha senza dubbio segnato la morte per soffocamento della mia capacità di struggermi per le impossibili storie d'amore dei film e dei libri, per le eroine, le scene madre e via dicendo.
Non che non mi piacerebbe tornare ai facili entusiasmi di prima e all'immedesimazione, ma il mio cervello ha preso a rielaborare i nove decimi delle suddette storie come "gesta di stronzette mantenute che dormono sino a tardi e, nella totale tranquillità finanziaria, vivono storielle d'amore insulse che le intrattengano da quella viziata noia da privilegiate che ammanta le loro vite, relazioni il cui unico sale è per lo più costituito dal fatto di far loro pensare di essere trasgressive".
E a questo punto ho smesso di trovare appigli e punti di contatto, così dalla commossa empatia sono passata alla distaccata presa per il culo.
Purtroppo è con questo spirito che ho guardato le mossette di Keira Knightley nei panni della Duchessa del Devonshire, lontana ava di Lady Diana. Di lei, Keira, devo ancora capire se penso sia una brava attrice o un'intollerabile divetta, visto che ancora più che nei film la si vede sui red carpet che occhieggia (lei non sorride: occhieggia) avvolta in mirabolanti abiti firmati.

La storia, seppure largamente basata sulla vita di un personaggio realmente esistito, è la classica storia di femmina ardimentosa e passionale incatenata nelle convenzioni dell'epoca e soffocata da maledetti maschi bastardi. Cosa che cominciava a destarmi un vago sbadiglio già quando, quindicenne, guardavo Titanic per la decima volta (mai cessando di stupirmi di come quella vacca della Winslet disarcionasse DiCaprio da quell'ampia porta su cui sarebbero stati tutti e due) e che invece ora è capace di causarmi attacchi di narcolessia istantanea.
Ormai il concetto è assimilato: c'è stato un lungo, lunghissimo periodo di storia in cui la vita delle donne ha fatto sufficientemente schifo, specie a livello di libertà di autodeterminarsi e anche al giorno d'oggi tale condizione non è ancora migliorata poi così tanto, pur avendo fatto notevoli passi avanti. Di altre storielle di femminismo ante-litteram comincio ad avere le tasche piene.
Se aggiungiamo al tutto una non troppo celata vena agiografica nei confronti di Lady Diana, dati i molti parallelismi tra la vita della principessa e quella dell'ava messi in bella mostra e lo smaccato tentativo di far apparire la protagonista priva di difetti e completamente vittima della sua triste gabbia dorata, la noia assurge a livelli stellari, tanto più che la Duchessa Georgiana non pensò nemmeno di fare una tragica e spettacolare morte come la Principessa, ma - poveretta lei - finì tutto sommato col soccombere senza grande eroismo a quel sistema sociale che la voleva prigioniera nei suoi molti e sontuosi palazzi.
Non nego di aver versato qualche lacrimuccia sulle scene più struggenti, tipo la povera Duchessa costretta da Quel Porco Fedifrago di Suo Marito il Duca™ (Voldemort cioè) a dar via la figlia dell'ammmmore clandestino con il bel fusto dagli occhi che luccicano. Non nego neppure di aver perso una minima quantità di bavetta e aver fatto un occhio porcino di invidia durante l'ennesima Scena di Sesso Proibito, Liberatorio, Sudaticcio e a Lume di Candela™. A parte queste mie défaillance, però, non ci si innalza granchè.
Che cosa ho fatto dunque per ammazzare il tempo? Ho fatto esattamente quello che ho fatto quando ho visto Marie Antoinette della Coppola: ho steso un velo sulla trama già nota e scontata (la Coppola era convinta che mettere i Cure nella colonna sonora ci distraesse) e mi sono messa a osservare in estasi i bellissimi vestiti, le acconciature da capogiro, gli accessori e il trucco. Visto che in entrambi i film si è sopperito alla pochezza di sostanza con attrici giovani e bellocce fasciate in un corsetto diverso e con una parrucca sempre più alta ad ogni scena, vi assicuro che se vi concentrerete su quello avrete di che saziare gli occhi.
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Aggiungo una postilla irritata, pensata mentre mi godevo il mio panino dopo il film e faticavo per riacquisire sensibilità alla punta delle dita ghiacciate.
Sapete, io tendo ad ascoltare le conversazioni dei tavoli altrui. Senza malizia o altro, ogni tanto mi cade l'orecchio e presto attenzione ai frammenti delle conversazioni degli altri.
Non avete idea di quanto mi caschino le palle sotto il tavolo (questo per esprimermi da Duchessa) quando finalmente capto che il motivo di un acceso dibattito tra due ragazzi è il calcio.
Non credo esistano molti argomenti al mondo in grado di scatenarmi un encefalogramma piatto come il calcio e un'altrettanto totale mancanza di interesse. Uno di quei pochi argomenti, è il parlare del calcio. Fatemi presenziare a un dibattito calcistico e, se mettete anche un disco di Vasco di sottofondo, potrei regalarvi un mio rene sanguinante pur di riuscire a scappare.
Se il calcio riuscisse a interessarmi un minimo, sarei davvero curiosa di farmi spiegare da chi lo sa il perchè i tifosi si infervorino come se
1. fossero esperti sportivi e non solo tizi che leggono la Gazzetta con il cappuccio la mattina
2. i meriti della propria squadra dipendessero da qualche loro scelta e dunque potessero farne un qualche vanto personale
3. il loro dibattere, valutare e riesaminare influenzasse in qualunque modo l'andamento della squadra o del campionato.
Detto questo, posso capire che gran parte di queste domande potrebbero essere riformulate e rivolte a me quando mi infervoro parlando di musica o di libri o di film. Lungi dall'aver voglia di spiegare come ritenga le due cose alquanto diverse, mi rassegno. Insomma, ognuno ha il diritto di interessarsi a qualunque cosa sia in grado di farlo sognare un po'. Certo, se questo qualcosa è l'ultima partita del Genoa, permettetemi di alzare un sopracciglio e occhieggiare aristocraticamente altrove come Keira Knightley. Tsè.
Giusto per convalidare la mia tesi sui Natali precoci e sulla sessualità strombazzata, oggi ho fatto una passeggiata alla Conad e sembrava che l'intera giacenza di magazzino della Bauli fosse stata scaricata lì in previsione di una guerra nucleare. Ho persino sognato di vedere una colomba pasquale ma per fortuna era una specie di mostruoso tartufo gigante capodannizio.
Inoltre, l'altra sera guardavo bel bella The Break Up alla tele quando mi spuntano donne che orgasmano a raffica sull'aria della Regina della Notte di Mozart. E dal primo fotogramma ho capito che è quello stesso prodotto di cui parlavo nel mio post di qualche giorno fa. Il gel per il piacere di lei! L'orgasmotronic! Il liquidino dell'ammmore in una boccetta da eau de toilette!
Non so come dichiararmi tra lo stupito, il divertito, il perplesso, il preoccupato e il voglioso di schizzare in una farmacia a comprarlo appena esco da questa fogna.
Chi mi legge forse noterà un fastidioso pattern ripetitivo nella mia ultima produzione, ma il punto è che scrivere di musica al momento mi diverte molto di più di appuntare con sarcasmo le vicende dell’Alitalia, di lamentarmi del mio lavoro e in generale di seguire un altro po’ il mondo nel suo lungo e complesso cammino verso stadi di caos sempre più articolato.
Signori, io sono preoccupata. E non della compagna di bandiera o del mio futuro incerto. Non si può certo essere preoccupati e rassegnati insieme.
Vi siete mai chiesti se la fonte da cui vengono le vostre emozioni più gratificanti si prosciugherà mai, un giorno?
Io me lo chiedo spesso con l’amore, specie negli esigui periodi in cui sono single. Sarò ancora in grado di ignorare i rapporti finiti alle mie spalle (che crescono), mettere da parte ogni senso comune e tuffarmi in un’amena ingenuità, riattraversando un’altra volta tutte le fasi dell’innamoramento, della creazione di un rapporto, delle cose belle, brutte e tutte inevitabili che capitano?
Sarò in grado di sviluppare le adorabili cretinità da fidanzatini in modo nuovo ed inedito, senza riciclarmi neanche un nomignolo?
Riuscirò a smettere di vedere un rapporto a due come una parabola di inevitabile fallimento più o meno duratura o dovrò rivivere lo stesso iter dall’inizio alla fine?
Avrò ancora un pochino di amore e speranza da portare in dote o qualcosa in me avrà deciso di non elargirne più?
Sono tutte domandine abbastanza sciocche alla fine, specie quando ti accorgi effettivamente che né la tua mente né il tuo corpo sono stati troppi guastati dal cinismo, vecchie cicatrici a parte. Tiri un respiro di sollievo e ti congratuli con te stessa per non essere ancora morta dentro.
Con la musica, il secondo grande amore della mia vita dopo l’imbarcarmi in relazioni allucinanti senza tregua, comincio a temere che possa essere diverso.
Il mio rapporto para-erotico con la musica è una cosa un tantino imbarazzante, se vogliamo, ma tralasciamo questo dettaglio e proseguiamo.
E’ sin troppo ovvio che in questi giorni sono nel pieno di una cotta totalizzante, formalmente simile a un tipo sentimento che di solito si prova per altri esseri umani. Una cosa proprio “alla Silvia”, un topos della mia esistenza.
Non ho voglia di ascoltare altro.
Se ascolto altro mi sembra di tradire (ascoltare i miei adorati Zeppelin in questi giorni mi fa sentire come una moglie fedifraga che ha una scappatella con la sua fiamma del liceo.).
So che prima o poi finirà e l’idea mi sembra assurda, ma finirà e diventeremo grandi amici.
Ormai mi conosco.
Come quando ti innamori di una persona dopo averla conosciuta a lungo e sotto un’altra luce, una miriade di piccoli dettagli cliccano al loro posto ed è come se ti avessero dato una vigorosa ripulita alle lenti appannate degli occhiali. Quello che registravi in maniera obiettiva diventa un particolare degno di attenzione, vuoi saperne di più, di tutto.
Quella piccola scintillina di magia di cui ci è dato godere nella vita si mette a brillare, il nostro cervello secerne sostanze dopanti e stiamo bene.
Sono 14 anni che conosco i Pink Floyd e non hanno mai smesso di piacermi. Sempre “solo amici” però, anche se mai fuori dai vertici dei miei gruppi preferiti, in cui sono notoriamente succinta. Sempre lì mentre avevo crisi ormonali per i Queen, mentre mi schiacciavo le cuffie forte sulle orecchie per assorbire ogni decibel di Beatles possibile, mentre pensavo che sarei stata male se non avessi sentito The Rain Song un’altra volta.
E ora, l’ultimo dei magnifici quattro, quello con cui avrei giurato che saremmo rimasti solo amici, è diventato una specie di amante. So come funziona, vorrò sapere tutto, ascoltare tutto, immagazzinare qualunque informazione disponibile, mi sentirò cretina ma continuerò a farlo, sino a diventare una freak dei Pink Floyd.
Ho avuto la prova definitiva quando ieri ho visto il film di The Wall (che ci crediate o meno, non lo avevo ancora visto) e mi è piaciuto tanto, a me che ho sempre trovato l’album uno dei meno belli e Roger Waters uno dei personaggi più odiosi della storia del rock. Invece, sono rimasta colpita, commossa, turbata, ho persino avuto degli strani incubi dopo (aiutati dalla visione di membra umane pietrificate su Internet, ne sono certa, e senz’altro ben diluiti dallo smalto per termosifoni che aleggia odoroso in casa mia).
E’ un qualcosa che in parte si trova nella musica, in parte nella band, mentre qualcosa risiede nella mia testa soltanto e non saprei come procurarmelo volontariamente, né lo scelgo.
Il problema è che ora non vedo altri candidati per il futuro, avendo esaurito i vertici delle mie preferenze, sempre scelte per un particolare mix di talenti musicali, innovazione, collocazione in un certo periodo storico, appeal dei membri della band, generale aura di magia e anche radicamento con la mia storia personale dall’infanzia in poi, caratteristica, questa, che non posso certo riprodurre artificialmente.
Quindi me la spasso, mi godo quella bellissima musica ancora di più di quanto non abbia mai fatto …e poi? Niente, fonte esaurita. E’ possibile, mi dico, che stia provando questa felice imbecillità per l’ultima volta?
Mentre medito sulla bellezza degli entusiasmi e sulla transitorietà dei sentimenti, credo che l’unica cosa opportuna da fare sia ascoltare ancora Pink Floyd sinché non mi sanguinano le orecchie.
Maaaaaa secondo voi, anche se li chiamo i "Queen" tra virgolette e non condivido fondamentalmente la natura del progetto... col fatto che non avrò comunque tante occasioni nella vita di rivedere Roger o di vedere Brian... a vedere i "Queen" domenica dovrei andarci? Anche solo per quello che hanno rappresentato per me?
E anche se, con chi poi?

E che diamine, mi dispiace tanto.
Ormai mi informo più o meno attraverso la prima pagina di Google News e ogni tanto ne ricavo miraggi di notizie strambe.
La Carfagna ha reso la prostituzione un reato? Pardon? Mi spiegate meglio?
....dai, avrò capito male. Ho capito male vero?
Spero per lei che riesca a tracciare un cerchio preciso intorno al concetto di prostituzione, in modo più netto del "vendere il proprio corpo per denaro". Altrimenti ammanettatela. Le prove sono sparse per tutta la rete...

Sarà pure illegale ora, ma il Governo a puttane c'è andato lo stesso.
A metà primavera ogni donna è colta da frenesie più o meno contenute di migliorare l'aspetto fisico in vista di una maggiore esposizione del corpicino agli sguardi concupiscenti degli uomini e quelli severi delle altre donne, che sondano l'altrui coscia alla caccia radiografica di buchini cellulitici e imperfezioni assortite.
Come forse avrete notato, sono tutt'altro che immune al delirio collettivo, tant'è che mi sto smazzando la palestra a ritmi serrati e voi non volete assolutamente sapere cos'altro ho comprato e utilizzato nella mia guerra personale contro me stessa. No, non credo proprio vorreste saperlo.
Mentre sorseggio una tisana drenante gusto merda (la scatola dice finocchio e menta, ma sembra un infuso di cloaca di Nuova Delhi), penso che tutto ciò ha davvero poco senso ma continuerò a farlo.
(La tisana però l'ho appena buttata finita a metà, che quando è troppo è davvero troppo)
Penso che tanto è una pena sisifea, perchè non mi piaccio e non cambierà, col tempo al massimo la cosa peggiorerà, almeno sinchè sarò così condizionabile e circondata da cretini che organizzano sega party per celebrare il diciottesimo compleanno dell'ennesima ninfettina televisiva (adesso è legale!) e via dicendo. Dovrei probabilmente cercare di conoscere degli uomini e delle donne serie, e non delle macchiette con gusti infantili (in ogni senso della parola). Dovrei probabilmente non preoccuparmi della faccenda e basta, e magari uscire ogni tanto invece di barricarmi a casa tutte le sere.
Ma dite che ste pippe mentali me le porterò avanti sino alla terza età? E' angosciante vivere nel mio cervello, ultimamente.
Dite che è normale che guardi un film in cui una trentasettenne si mette con un ventitreenne (Prime, ieri alla tele) con tutti i problemi del caso e invece di immedesimarmi in lui giovane e inesperto mi immedesimi in lei prossima ai quaranta e gravida di fardelli emotivi e bisogni?
Dio quanto mi fa schifo il mio umore di Maggio, ora vedo se ho ancora lo scontrino e lo riporto indietro.