
Questo post è un publiredazionale che faccio gratuitamente per merito e personale convinzione.
Va bene, i gelati artigianali sono buoni. C'è il gusto pan di stelle, il gusto puffo, la nutella e ogni fantasticheria concepita in sogno dai mastri gelatai. E poi in Italia è una figata, i nostri gelati sono apprezzati da tutti e contribuiscono alla nostra leggendaria fama di buongustai. I più snobbini, all'estero, lo chiamano proprio "Gelatooo" (o allungata da accento americano), per distinguerlo dal loro più triviale ice cream.
Ma io dico che secondo me potreste anche trascinare le chiappine no-global da McDonald's e dare una chance al nuovo McFlurry crossoverato col Magnum, in tre nefande varianti (cioccolato doppio, cioccolato e mandorle e cioccolato e brownies, come dire tre varianti per prendere lo stesso ammontare di cellulite).
A parte che se avete un amico noioso potete sempre rifilargli il conetto cheappissimo che di solito i volenterosi cassieri ti ammanniscono sotto forma di torre di Pisa falliforme di gelato alla crema, con un'altezza media di 25cm.
Ma questa abnorme porcata è assolutamente buonissima. Ci sono proprio dei medaglioni giganti di cioccolato immersi nella crema e nello sciroppo al cacao. E hanno pure la M impressa sopra. Lo mangi e ti senti una versione sbrodolante di Eva Longoria.
Pensi al peccato. Pensi a quanto cazzo stai bene seduta sotto il sole dalla fontana di piazza de Ferrari, pensi a come è bello scambiarsi un bacio cioccolatoso da macchiarsi tutti. Pensi che per un momento ti sembra estate per davvero e che la tua quotidiana schiavitù d'ufficio ha allentato la sua presa.
Devo però ancora capire il cofanone sul McFlurry e lo strano cucchiaione a cosa servano, oltre che a sporcarsi. Devo sentire qualcuno all'ufficio marketing della Mac e chiedere spiegazioni.
No, davvero, sono molto in imbarazzo.
E' che vedi ... no, non mi era mai capitato prima e lo so che sembra una di quelle cose che dici tanto per ma ti giuro che è la prima volta.
Amore su, cerca di calmarti, succede a tutti.
Ma non a me cazzo.
...Anche ai migliori succede, è solo che non lo vengono a dire a te.
Si ma, non riuscirci, capisci... è una specie di ... di boh, di macchia sulla reputazione. Tu non puoi capire penso.
Nessuno lo verrà a sapere, certo non da me.
Uff cavolo. Allora mi aiuti tu? Dai vieni più vicino.
Dai, let's do this.
Prendi quel nigiri al tonno gigante. Sotto c'è almeno mezz'etto di riso. Io finisco i maki.
Lo finiremo questo sushi misto!
Si però mi vergogno ancora un po', con tutte le menate che il sushi è il mio cibo preferito e non riesco neanche a finire la mia cena di compleanno che è pure buonissima
Te l'ho detto Silvia, nessuno lo verrà a sapere.
Domani digiuno eh.
Sssse.
A casa ci sono ancora le Gocciole?
Grazie per la cena :)
A un certo punto della mia vita il mio peso è stato di 47kg per un bel po' e, a parte la relativa soddisfazione di entrare in taglie minuscole, non stavo granchè bene di aspetto. Per qualche ragione mi scordavo di mangiare, dormivo un sacco, giocavo molte ore a uno stupido mmorpg.
Ora navigo sui 50-52 variabilmente e ho uno stile di vita tutto sommato sano e regolare. Nonostante io ami il cibo, è rimasta ad alcuni parenti e qualche amico la fissa che io sia una mezza anoressica. Fissa ingiustificata e assurda, da cui sto cercando di guarirli. La verità è che mangio se ne vale la pena: non mi scofano a prescindere, ma se il cibo è buono sono una gran maiala. Stasera al ristorante indonesiano darò sicuramente prova di questo.
Ecco, giusto a dimostrazione di quanto non sia anoressica, vorrei raccontare la mia ultima prodezza culinaria. Credo che anche i muri sappiano della mia esperienza statiunitense e delle varie perversioni alimentari con cui sono venuta a contatto e da cui sono stata segnata. L'altro giorno ho deciso che era tempo di un revival e ho pensato che se qualunque americano sa fare un french toast, esso era probabilmente alla mia portata. Ed è così. E' una cosa incredibilmente laida e cicciosa, ma al tempo stesso facilissima da fare e buonissima. Potete anche usare il pane a fette un po' raffermo che viene bene lo stesso.
Il concetto è molto simile a quello della cotoletta, solo che si tratta di fette di pane (il pagnottone pieno di particolati del mulino bianco va bene), tagliate a triangoli e pucciate in un ciotolotto in cui si mischiano latte (un quarto va bene per un sacco di fette), zucchero (poco, non fate i maiali, un cucchiaio basta) e 2-3 uova, dipende dal sedere di chi le ha deposte. Poi a me piace la cannella quindi un cucchiaiozzo abbondante va benissimo e presumo che ci si possa anche mettere il cacao se si vuole.
Le fette belle morbide e impregnate (non decomposte, mi raccomando) vanno semplicemente messe in padella già calda, al massimo aiutate con un po' di burro per non attaccare e aggiungere colesterolo gratuito. E ce le lasciate sinchè ogni traccia di uovo liquido non è scomparsa e la fetta è bella dorata su entrambi i lati. Zucchero a velo e fragole fresche sono un topping bello porcello, ma se volete superarvi c'è anche il maple syrup. E praticamente avete fatto delle crepes ciccione con la scorciatoia e senza bisogno di abilità.
In teoria è una colazione, ma io l'ho fatto per cena e non me ne sono pentita.
Sempre in tema di cose semplicissime e buonissime da fare col pane, gli americani sono anche grandi fan del grilled cheese, che è ancora più semplice. Anche se è salato, credo sia l'equivalente casalingo del pane e nutella nostrano: è la porcheriola da metà pomeriggio, semplice e sempre uguale, una cosa che anche la nonna ti può fare.
Sempre con l'indigesto pane a fette del mulino, si fanno semplici tramezzini con sottilettona in mezzo (anche 2), si tagliano a triangoli e si rosolano nel burro sino all'avvenuta nascita di un toast unticcio col formaggio che fila. Una cosa divina, che se volete risparmiarvi il burro e farlo nel tostapane non è mica la stessa cosa!
E insomma, cari bambini, è anche così che gli americani sono diventati la razza più porcina e obesa del pianeta. Ma noi che non siamo dei babbei possiamo anche goderne senza diventare come loro :)
Io 45 dollari *di mancia* in un ristorante vi confesso che non li avevo mai visti, quando li ho visti volteggiare sul tavolo ho pensato che fosse il conto e ho pensato "oh certo è costato poco questo sushi!".
Japanese fusion o meno, questa gente è assolutamente pazza.
Oggi ho visto un vero spremilacrime al cinema chiamato Bella, un film penso mezzo messicano di quelli che ti fanno trasudare buoni sentimenti oleosi con cui puoi condire i popcorn solitamente già bisunti.
Visto che mia madre mi rimprovera che guardo più le ragazze dei ragazzi e penso si aspetti un mio coming out da un momento all'altro (come spiegare che a me semplicemente non interessa "il prossimo" in toto e che per lo più scruto le ragazze con un misto di invidia e curiosità?), per farla contenta ammetterò che in questo film figura effettivamente un figo da spavento, bello come un Adone e trasudante un fascino un po' lercio e un po' latino che di solito non mi interessa (preferisco i tipi slavati e allampanati, gli inglesi sono un ottimo esempio) ma che in questo caso ha in effetti attivato almeno un paio di ormoni. Almeno nei panni del cuoco messicano con la casacca sporca, la barba lunga e l'occhio colpevole da martire. Tolto il lerciume e googolato il sig. Verastegui, dopo averlo visto tutto leccato e seminudo in versione attore sciupafemmine ha già perso ai miei occhi tutto il suo ruspante fascino unticcio.
Se dovete darvi un appuntamento a Vancouver, sappiate che dire "davanti al sushi bar" è un riferimento spaziale vago almeno quanto dire "davanti allo Starbucks".
Penso che in una città come questa FORSE un giorno il sushi, la linfa vitale di tutto ciò che è buono da mangiare al mondo, secondo il mio personale sistema di valori e credenze, potrebbe diventare noioso per le mie papille.
Il livello di civiltà e vivibilità, e il semplice splendore della sua collocazione, unito alla temperatura mite, anche senza citare altro, rendono questa città una meta MOLTO molto appetibile per vivere e metter su famiglia. Sospiro e penso.