Ed eccomi di nuovo qui, dopo 5 giorni di lavoro filato senza pause.
L'unica nota davvero positiva, anche se in un certo senso amara, di questa trasferta è stato rivedere la mia vecchia città universitaria. La sera mi sono fatta delle gran belle e lunghe passeggiate, lottando contro le lacrimucce pronte dietro gli occhi, manco avessero avuto il dispenser. Mi sono trovata a mangiare un kebab sola in via Zamboni con gli occhi lucidi.
Mercoledì sera, se avessi avuto un pc, avrei scritto un post lunghissimo solo per raccogliere sensazioni e ricordi, ma i giorni successivi di lavoro mi hanno un po' lavato via l'incanto del ritorno. Pensate che, per puro caso, sono anche finita a vedere il discorso di Veltroni in Piazza Maggiore, tre ore e mezzo ferma in piedi a strizzare gli occhi per vederci qualcosa e a lasciarmi un po' avvolgere dagli entusiasmi politici altrui, soprattutto quello di un incomparabile vecchino rubizzo bolognese che aveva più carica di tutti i giovani che lo circondavano.
A proposito, se non avete votato ancora avete tempo sino alle 15, l'affluenza ho sentito che non è andata benissimo quindi, se non avete in mente di votare per Silvio e i suoi amici, vi consiglio una capatina alle urne, che male non fa. Altrimenti andate pure a spararvi una lampada trifacciale nella pausa (o a spararvi e basta, direbbe qualcuno più aggressivo di me :p).
Devo spendere due parole sul Cosmoprof bolognese, presumo, se non altro perchè è stata la mia prima esperienza in fiera, battezzata da un ameno evento come il furto di tutto il campionario la notte prima dell'inaugurazione. Ho trascorso spiacevoli minuti sola in uno stand che non solo, a mio avviso, era il più cesso della manifestazione, ma pure vuoto, spiacevolezza che ho compensato trottando per svariati chilometri sui tacchi alti e strizzata in una gonna strettissima, alla ricerca del posto di polizia e della segreteria, per le dovute denunce.
Forte di questo battesimo, ho trascorso i giorni restanti in Converse, in un contrasto che speravo piacevole e originale con il resto dell'abbigliamento da figa in fiera.
In fiera si vede la gente più assurda contattarti per le transazioni verbali più improbabili: mi sono destreggiata con gente proveniente da tutto il mondo, ho scambiato biglietti da visita, strette di mano, sorrisi e promesse e se non avessi preso appunti non ricorderei nulla.
Per qualche ragione non del tutto comprensibile, il Cosmoprof è una manifestazione rivolta agli addetti ai lavori che viene visitata anche da una marea di gente comune. Che oltre ad andare nel padiglione delle unghie a farsi disegnare cagnolini sulle squallide french manicure non so cosa possa mai fare, visto che in linea di massima non si vende nulla, si è parchi a lasciare campioni e gli stand sono rivolti ai buyer della grande distribuzione o ai proprietari di saloni di bellezza e grossisti. Invece c'erano orde di ragazzine appena sputate dai loro istituti tecnici, che vagavano rapaci anche per il nostro padiglione, uno dei più tecnici, a caccia di non so cosa. Sparse in giro, anche una marea di puttanelle pagate per essere belle e sorridere. Al ventesimo culo per aria ho cominciato a sentire nausea.
Mi è sembrato, questo Cosmoprof, una gran puttanata e una fiera delle vanità, in cui il farsi vedere prevaricava qualunque altro scopo o utilità. Spero di aver cambiato lavoro quando la prossima edizione busserà alla nostra porta.
Per il resto, come unico vantaggio, sono stata troppo impegnata per coltivare qualunque tipo di pensiero o riflessione. Quelli li ho ritrovati dopo essermi richiusa la porta di casa alle spalle. Mi avevano aspettata svegli, che carini.
E ora provo a districare la massa di biglietti da visita che ho raccolto e, se fallisco, potrei sempre farne un poster.