Da poche ore Agosto è finito e un intero mese di affetti, viaggi, musica e vari breakdown emotivi è stato riposto con cura nel suo cassettino.
Io questa cosa delle ferie d'Agosto non l'ho mai davvero capita: non mi è chiaro perchè in un mese in cui spesso si è già sudati non appena usciti dalla doccia venga a tutti questa smania di muoversi e spostarsi mentre forse, a rigor di logica, sarebbe più saggio riversare questa fiacchezza nel lavoro che non nel proprio tempo libero. Ma tant'è, ci si casca sempre.
Un bagaglietto di ricordi che mi porto dietro da tanti Agosti diversi, e in cui mi piace occasionalmente sbirciare, è legato alla musica, ai finestrini aperti, all'avere i capelli pieni di sale, le guance arrossate, zero trucco e - miracolosamente - a battermene le palle e vivere per una volta il momento. E' una specie di momento topico, legato a persone, luoghi ed estati differenti, ma a suo modo sempre uguale a se stesso.
Se dovessi distillare questa sensazione, avrebbe la stessa consistenza e lo stesso profumo della crema solare con la papaya e il cocco di cui mi sono cosparsa sino a una settimana fa. La terrei in una boccettina e la annuserei ogni tanto durante l'inverno, quando i centimetri quadri di pelle esposta planano verso lo zero, per mano con la temperatura.
A ogni apertura, la boccetta proporrebbe una canzone diversa. Di questo juke box personale fa parte un corpus di brani che ho assorbito soprattutto grazie alle meravigliose FM di classic rock che si prendono negli Stati Uniti e che mi si sono fissate in testa come "le canzoni da ascoltare in macchina d'estate". Una specie di graditissimo imprinting di brani che in America sono sempre stati famosi ma che, per circostanze misteriose, sono arrivati alle mie orecchie per la prima volta dagli altoparlanti un po' gigi dell'ormai mitologico Chevy Blazer rosso.
Prima che venga freddo, ho il pallino di suggerirvi qualche brano che continuerà a odorare d'estate anche quando la tintarella sarà ridotta a un debole alone intorno alle tette.
Gli Steely Dan sono una band da autoradio, non c'è storia. Almeno è questa l'idea che ti fai quando il primo contatto che hai con loro avviene mentre stai facendo una svolta complicata sulla statale, contemplando distrattamente un tramonto in un posto molto, molto lontano da casa. Ci ho messo più di quanto sia sano a capire che canzone fosse ma, una volta identificata correttamente,
Reelin' In The Years (1973) è diventata una delle mie canzoni preferite.
Pure a Jimmy Page garba tanto, dice, e va matto per il solo di chitarra: se non vi volete fidare di me almeno fidatevi di lui, con questa inconsueta e totalmente catchy serie di recriminazioni sarcastiche a un amore passato, così full of shit da averci allegramente rovinato la vita. Se non vi piace - e già dubiterei di voi - provate come piano B ad ascoltare
Do It Again sinchè non vi ritrovate a tenere il ritmo delle percussioni col piede sull'acceleratore.
I
Bad Company erano un gruppo con
tutte le carte giuste per essere molto famoso: supergruppo creato dai frammenti di band di talento, lo stesso manager degli Zeppelin, un vocalist - Paul Rodgers - che è stato ritenuto degno di prendere il posto una volta occupato da Freddie Mercury (e neanche del tutto a torto, lo dico persino da fan maniacale dei Queen). Per qualche ragione, però, la memoria collettiva non ha concesso loro il posto che meriterebbero e vorrei spezzare una lancia in loro favore con
Feel Like Making Love (1975), che tanto bene si sposa con i mood arrapati che spesso attraversano me e senz'altro anche voi, e
tanto bene si presta ad essere ululata sguaiatamente dai finestrini in lunghi "Feeel like maaaaakiiing loooove tooo YOUUU". Se la voce di Rodgers vi piace, potreste servire
Shooting Star come contorno e, se proprio ne volete ancora, la più celebre
All Right Now della sua precedente band, i
Free.
Ricordo che stavamo cercando di uscire dal parcheggio di un multisala
progettato da qualche architetto cretese e mi giunsero dagli altoparlanti le prime note di
Dream On degli Aerosmith (1973). E' scandaloso che l'abbia sentita così tardi, e aggiungo che ho subito nutrito un po' di diffidenza per quella voce giovane e ben più limpida di quella che di solito associamo a Steven Tyler. Devi crederci, come atto di fede dapprima, e poi verso la fine
il sig. Tyler ci fa la cortesia di mollare qualche urlo che lo identifica immediatamente. E allora la voglia di fare un po' di
sing for the laughter, sing for the tears ti viene davvero.

Gli
Steppenwolf. Ecco, gli Steppenwolf ce li ricorderemo sempre come quelli che
hanno regalato al mondo Born to Be Wild, sul cui galoppo di batteria non ci si può mai dimenare abbastanza. Qui già sfido molti a fare altrettanto, ma il bello è che quando ti metti ad ascoltarli meglio scopri altre cose godibilissime, quasi tutte fatiche late '60s/early '70s, come
Magic Carpet Ride (1968). Come si suol dire,
close your eyes girl, look inside girl, let the sound take you away: in effetti ho anche pensato a loro, mentre il mio organismo veniva colonizzato dalle spore allucinogene ad Amsterdam. Per la precisione, pensavo che
stavo facendomi un magic carpet ride attaccata alle frange del tappeto con una mano, mentre urlavo e sgambettavo nel vuoto. But I digress.
Anche se forse molti associano
Stuck in the Middle with You degli Stealers Wheel a una turpe e cruenta scena di di Reservoir Dogs, io la ricordo come una di quelle canzoni che la gente si affolla a cantare nell'unica line che conoscono tutti
"clowns to the left of me, jokers to the right, here I am stuck in the middle with you", per poi miagolare il resto a suon di "mm mm mmmh" facendosi tap tap sulle ginocchia.
Se non avete mai sentito una chitarra fischiettare, credo che dovreste ascoltare o riascoltare
The Joker di Steve Miller, mentre la restante gamma di suoni che possono uscire da una chitarra elettrica naturalmente vi manderei a cercarla da Jimi, la cui sempreverde
Foxy Lady non ha mai davvero smesso di affollare le frequenze radio.
Black Betty è una canzone la cui età si aggira intorno ai 70 anni, resa celebre da una valanga di cover, di cui la più popolare al giorno d'oggi è forse quella proposta da Tom Jones, quel laido individuo, una manciata di anni fa. Se però volete ascoltarne una versione seria e cazzuta,
quella dei Ram Jam è meritevole di crisi compulsive di
air guitar.

Devo a 105.9 The Rock la scoperta degli
Heart, dritti dal cuore degli anni '70 e soprattutto dritti da Vancouver. Se hai i miei gusti musicali e ti piacciono le voci femminili, non hai poi così tante opzioni: puoi scegliere Grace Slick - il bel topone dei Jefferson Airplane, quella simpatica pazzoide di Janis, oppure ascoltarti che cosa sa fare
la poderosa ugola di Ann Wilson, vocalist degli Heart, mentre la bionda sorellina Nancy ci dà dentro con la chitarra.
Magic Man (1976) parla di una sbandata adolescenziale con tanto di fuga con il bel tenebroso di turno e io vi sfido a stare dietro a tutti i "try to understand" con cui Ann ci chiede di capirla, giustificandosi maliziosamente con "he's got the magic hands".
Un'altra all time favorite radiofonica è
Crazy On you, il cui intro di chitarra visto live può indurre qualunque donna a fantasie saffiche. Se il limite di velocità della strada su cui vi trovate è inferiore ai 200, allora mi esimerò dal consigliarvi l'energica
Barracuda. Fate finta che non vi abbia detto nulla, anzi.
Se vogliamo temporaneamente riprendere il discorso
Southern Rock, gli Skynyrd di cui tanto ho cantato le lodi vengono a me dritti dritti dalla radio, e se volete loro affiancare una degna, degnissima band della Georgia, vi indirizzo dritti su
Ramblin' Man (1973) della Allman Brothers Band.

Che poi è solo un assaggio di
una discografia tutta da esplorare anche quando parcheggiate l'auto e rincasate e di cui - vi butto lì un titolo - l'epica
Whipping Post, con i suoi tempi intricati e originali, può costituire un buon inizio. Senza neanche scomodare il leggendario nome di Duane Allman, vi dico che la band ha
due batteristi. Non un batterista e un percussionista, ma proprio due batterie:
it doesn't get much cooler than that.
Mentre auguro a tutti voi di avere ancora tante chance di rilassarvi on the road, se non questa estate senz'altro la prossima, io per oggi i miei suggerimenti ve li ho dati. Fatene buon uso :) .