
Pensate di trovarvi con questo affare ad altezza naso, così dal nulla.
Il punto, cari amici e vicini, è che una cosa del genere avrebbe potuto tranquillamente lasciarmi così senza parole da poter troneggiare, come foto, tutta sola in un post dedicato.
SE, un giorno all'Ipercoop mentre facevo la solita indagine di mercato abusiva (leggi: occhiali da sole, macchina fotografica e aria colpevole/autoapologetica) non mi fossi già imbattuta in un capolavoro di marketing, ovvero
la tintura per la patafragola.
Quando il pelo ingrigisce o soltanto ci ha un po' stufate, perchè mai scerettare tutto via causandoci ematomi, dolori, conseguenti imprecazioni e meno chance di andare in paradiso? Proprio lì, a condividere l'angolo vista casse insieme a improbabili dolciumi per pupi, c'era
la chiave per rendere il nostro monte di Venere rosso carota, biondo Marilyn o un bel castano cocker.
Allibii, pensai brevemente a quanto il rosso mi avrebbe donato, e passai oltre.
Sabato, invece, ho seguito il consiglio di un'amica e mi sono recata in quella che stando a lei doveva essere LA MECCA (maiuscolo) delle profumerie genovesi, e che in effetti si è rivelata all'altezza delle aspettative, regalandomi tra l'altro la prima perla dell'anno:
PUBELLA.
"Che cos'è Pubella?" vi chiederete voi, ingenuamente.
I geniali individui del marketing, pensando che una - leggendo - avrebbe automaticamente corretto in "Più Bella", si sono premurati di precisare con un sottotiolo che
non si trattava di una svista, ma di un atroce gioco di parole, frutto di qualche riunione sudaticcia avvenuta durante la settimana di Ferragosto, una riunione di quelle da tragedia greca.
Il sottotilo recita
"Depilazione Intima Artistica". Ah. "Ah" ho fatto, con le zampe già sul cellulare, ancora ignorando le delizie del retro (e siete liberi di prendere questo scampolo di frase fuori contesto e ridere un pochino).

Ed eccolo il retro, ed ecco spiegato a cosa serve Pubella, con un efficace story board semplificato di come andranno le cose a casa, tra te e Pubella.
Serve a
disfarti di quella triste massa informe di pelo ricciuto e trasformarlo nello zerbino ideale per l'unico ortaggio dell'amor. Un cuoricino. Piccolo piccolo. Che ispira felicità, che fa pensare agli Orsetti del Cuore. Basta posizionare il tanghino adesivo, inquadrare l'area da potare, e procedere spietatamente con qualunque mezzo.
Puro genio. Sai quei bisogni che non sai di avere sinchè non scopri che DEVI avere la patata a forma di cuore?
O geniali uomini del marketing alla Brenta S.r.l., dolci veneziani a cui l'aria della laguna ha regalato queste visioni, voi che avete anche mandato qualcuno a REGISTRARE all'ufficio marchi questa grandiosa trovata... fatelo anche col fulmine o i pentacoli e rischiate anche che "qualcuno" sborsi gli 8 euro che chiedete e lo compri!