About me, more or less

Utente: Shulypoo
Cromosoma XX, personalità indecisa e dubbiosa, amante dell'autoerotismo mentale, della musica rock, del sushi, degli anfibi e degli orsetti del cuore.

L'erotismo mi piace e lo vedo in tante cose. Forse ve ne accorgerete, ma non scambiatemi per ammiccante, ve ne prego.

Ripresami dalle mie brume esistenziali post laurea e dai vaneggiamenti matrimoniali, sono ora un'improbabile business woman con parecchi issues. Ma che questo non mi identifichi in alcun modo, vi prego. Aspirante groupie, passerei volentieri la vita a sperarla diversa.
Odio mordermi le guance. Ma proprio tantissimo.

Handle with care, perchè mi affeziono anche al cartone del latte e sono permalosissima.

Geeky, nerdy, plastic fantastic, the one you'll never need.
Amen.

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Mi rallegrano e compiacciono cose tipo...

svegliarmi e ricordarmi che posso dormire
le chitarre elettriche
il junk food, il sushi e il cibo indiano. Ma anche tutto il resto.
il piumino calduccio
l'umorismo surreale
le culotte
non reggermi in bus e far finta di fare surf
leggere i libri in una botta sola
i cavalieri dello zodiaco
la musicalità
le t-shirt buffe e witty
i calzini a strisce
chi è colto e non lo fa pesare
il ponte di chiatte al Porto Antico di Genova
il mio albero di natale
chi capisce al volo
i regali inattesi
le coccole sotto il piumino
questa faccina ":3" e questa ">.>;"
Londra
la lingua inglese
l'eccitazione
capire improvvisamente qualcosa
la novità
le pernacchie sulla pancia
la varietà linguistica
le cose pucciose e superdeformed
il cambiamento
ascoltare musica di notte
la sottigliezza
le opinioni decise ma non ostinate
comportarmi in modo inappropriato
sapere le cose senza Google
la gente easy going
le seghe mentali un po' costruttive
fare pace
i vecchi vinili
chi non serba rancore
forzare i miei limiti
ballare, da sola
la gentilezza a prescindere
gli anni '60 e '70 e la loro musica
la pulizia
non dover spiegare ciò che dico, specialmente le battute
la capacità di modularsi
apparentemente, anche saltare di palo in frasca :3

Mi rattristano e un po' irritano cose tipo...

i pallini sui maglioni
chi entra dall'uscita dei bus
la banalità, in tutto
i calendari coi culi
i peli incarniti
chi dice di non aver mai tempo e non fa un tubo
la polvere sulle dita, e i gatti impolverati
il vento e la pioggia insieme
le abitudini noiose, i loop, i pattern
i furbi, i Furby e i furry
le cose banalmente sexy
la mancanza di autocritica, di ironia, di curiosità
gli errori di grammatica e ortografia
la volgarità a sproposito (ma non le parolacce!)
il pitonato, lo zebrato, il leopardato e gli altri mali accessori alla menopausa
la gente che scrive "Hei!" invece di "Ehi!"
la pornografia camuffata da erotismo
la risata "Hihihihihi". Ha un che di satanico e idiota, usate le faccine piuttosto
le battutine a sfondo sessuale fatte a sproposito
chi racconta i casi suoi al telefono in bus, magari urlando
l'indefinitezza
le mode imbecilli, e le sedicenti modelle
la puzza di fumo
la poesia cheap
l’associazione soldi/mignotte/belle macchine
chi sputacchia quando parla
la “bella gente†e la "bella vita"
chi fa lo strano, l'incompreso, l'unico, l'originale a tutti i costi
sentirmi invisibile e a disagio
chi è più pigro di me
chi non si fa mai problemi e dovrebbe
il frastuono e la musica merdosa
chi parla addosso alla gente
chi non ascolta e pensa di aver capito
la sveglia
l'ignoranza compiaciuta
i consigli non richiesti, ma anche i conigli
gli egocentrici molesti
gli inappetenti cronici e chi fa tremila storie sul cibo
le donne fissate con le minchiate che non compensano con altre doti
gli uomini che pensano di far colpo coi soldi
le "k" al posto delle "c"
chi non sorride mai
smagliare i collant nuovi
chi non capisce, chi non coglie, chi non si sa adattare
le suonerie dei cellulari, la maggior parte
i deliri religiosi
il buonismo dettato da idiozia
rompere con qualcuno, causare tristezza
chi mi dice "cresci" senza poterselo permettere
i canditi

Solo un numero, e probabilmente sbagliato

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  • venerdì, 30 novembre 2007

    Oggi sono incazzata.
    Come una biscia.
    Il fatto che sia venerdì non aiuta.

    Tutta l'insofferenza degli ultimi mesi ogni tanto monta su come una colata lavica e tutto mi sembra inaccettabile, ingiusto, stupido, irrazionale. E sto solo parlando del lavoro eh. Cazzo ho voglia di urlare, di spaccare questo computer di merda, di dire a certe persone proprio tutto quello che penso, nel modo tanto carino che so usare io.

    Mi sa che se non fossi così fottutamente stanca SEMPRE dovrei farmi scopare sinchè l'umore di merda non mi esce dalle orecchie, sinchè non mi cola via. Peccato che sono troppo stanca pure per divertirmi, e che l'anima mi resta attaccata col nastro adesivo.

    dropped by: Shulypoo | link | commenti (25)
    categorie: sesso, umori del cazzo
    giovedì, 29 novembre 2007

    Cibo americano

    La rete è cosparsa di blog pro-ana (vedrei più di buon occhio i pro-anal): ragazzine di 45kg che postano foto delle loro costole in vista dicendo "sono grassissima!", che si appuntano foto di modelle scheletriche e prefiggono l'obbiettivo di diventare come loro. Ci annoiano col loro diario alimentare e le loro autoflagellazioni dopo aver ingurgitato un mini wurstel furtivamente. Fanno il conto delle calorie. Vomitano. Ammettono di star male e si insultano da sole ma se osi dar loro delle deficienti da fuori, tu che NON PUOI capire il loro dolore interiore, ti si solleva contro un muro di acidità e stizza. Insomma ste pirlette esistono apposta per farci sentire intelligenti.

    Chi mi conosce può obiettare che anche io, che peso 50kg, passo molto tempo a complessarmi e ad annotarmi i difetti, e ammetto che a parità di gusto scelgo sempre il cibo meno calorico. Ma secondo me questa è normale cura di sé e buon senso alimentare. Sono arrivata a pesare 46kg semplicemente perchè ero così distratta che mi scordavo di mangiare, ma ero così smunta che dopo tutto non rimpiango i kg che ho riacquistato. Mi si vedeva lo sterno per dire, yuck...

    Lungo preambolo per dire che col cibo, senza strafogarmi, ho un buon rapporto: mangio con gusto, faccio bis etc. Quando ne vale la pena: cioè quando il cibo è buono, quando qualcuno ha cucinato per me (c'è una cosa più tenera?), quando sono in compagnia. Per il resto mi modero e faccio attenzione. Insomma a me quelli che prendono un piatto e lo lasciano a metà mi fanno una tristezza...

    E questo discorso mi è venuto in mente perchè, come accennavo tempo fa, tra i miei ricordi più simpatici della vita negli States trovo ci sia un lungo elenco di cibarie. Non l'ho capito sinchè non ho provato a fare concretamente un elenco. Rabbrividite, si: un'italiana che non fa la snob sul cibo americano.

    Ci sono da fare dei distinguo: mangiare bene e mangiare salutare sono cose molto più facili in Italia, è quasi spontaneo farlo. Mangiare porcheriole gustose, in America, è altrettanto spontaneo. Con tutti i rischi per la linea e per la salute che ne conseguono: bisogna fare positivamente uno sforzo per non ingrassare, lì. E' un mondo alimentare diverso, poche balle: l'Italia ne esce meglio, overall, ma in America ci sono certe chicchette che almeno una volta bisogna provare.
    Una delle prime impressioni che ne ho avuto era che quel continente fosse un "endless wasteland of food": cibo ovunque cazzo, davvero ovunque e sempre disponibile, 24 ore al giorno e nei luoghi più impensati. Raramente fresco, raramente non processato, raramente ipocalorico. Raramente non buonissimo. Insomma quando vivevo lì mi mancava la gioia del semplice panino fresco al prosciutto crudo, ma penso in questo momento ammazzerei  per un delizioso burrito sugnoso di Taco Bell....

    Penso più tardi posterò proprio LA lista...

     

     

    dropped by: Shulypoo | link | commenti (13)
    categorie: viaggi, riflessioni, ricordi, cibo

    Criticoni

    Ieri sono stata sgridata da un amico.
    Sgridata perchè a sua detta il mio blog è diventato una specie di rassegna stampa mattutina. Mentre prima, a suo dire, su queste pagine si potevano godere chicche come i miei pasti giornalieri e il colore delle mie mutandine giornalmente aggiornato (sono viola oggi, se vi interessasse, e la mattina ho mangiato latte con i biscotti), in queste settimane mi trovate a inveire sui Savoia e recensire libri e film.

    Morale della storia: pensa che non mi faccia più abbastanza emoseghe mentali, devo desumerne.
    Che devo dire in mia difesa? Ho così poco tempo per me stessa che cerco di non darlo tutto in pasto alla tristezza. La mia situazione è stabil-depressive, e per ora ci resta.
    Boh, ci sono rimasta male. Ciò potrebbe effettivamente scatenare emoseghe mentali tutte nuove.

    dropped by: Shulypoo | link | commenti (12)
    categorie: cose un pochetto emo
    mercoledì, 28 novembre 2007

    Across the Universe - una lancia a favore

    Sarà che non avevo aspettative mirabolanti e che non pensavo avrei visto i John Paul George e Ringo farmi ciao ciao dallo schermo, ma io Across the Universe, come anticipato, l’ho trovato parecchio bellino, tutto considerato.
    Storiellina classica alla boy meets girl, they fall in love, they live happily ever after, in un contorno anni ’60 che comincia a diventare un po’ clichè, anche se a me come setting piace molto, ma sono imparziale. Facciamo un riassuntino della trama, molto approssimativo e senza troppi spoiler.
     
    Uno sfigatello di Liverpool, Jude naturalmente decide di prendersi un periodo sabbatico dalla sua pioggiosa patria e dal suo merdoso lavoro per trovare suo padre negli States (pretestuosissimo); dall’altra parte dell’oceano la bionda Lucy – dall’espressività ittica e la voce bassa da travone - cinguetta come un fringuello pensando all’imminente ritorno del suo fidanzatino soldato, che in tempi di Vietnam è una prospettiva come minimo ottimista. Indovinate? Il fidanzatino soldato pensa opportunamente di schiattare, la morosa inglese coi denti storti viene dimenticata testè e sboccia l’ammmore.
     
    La scena si sposta magicamente a New York, dove tutti decidono di andare a vivere un po’ di vita bohemièn da catalogo e il fratello di Lucy e amicone di Jude, Max, cerca di evadere il peso gravoso di completare gli studi a Princeton trovando però un involontario futuro nell’esercito.
    A New York, come ci aspettavamo, la trama impatta col periodo storico: il pacifismo, il Vietnam, l’impegno politico, la musica le droghe e i viaggi spirituali etc. Incontriamo alcuni personaggi pittoreschi dai nomi rigorosamente beatlesiani (Sadie, la cantante alla Joplin, un topone di un metro e 80, Jojo, suo hendrixiano chitarrista, Prudence, una lesbichina orientale che del tutto pretestuosamente rimbalza dentro e fuori dalla trama, e poi Mr. Kite, Dr. Robert, Rita....).
     
    Direte: “che palle va?”. Sull’inizio alla Grease vi do abbastanza ragione, pensavo stesse virando al peggio, ma dopo i primi 20 minuti per me è decollato. E non saprei neanche dire perché, quale componente dell’alchimia del film mi ha fatta passare dal nay allo yay, oltre all’ovvio fatto che conoscevo ogni singola parola di ogni singola canzone e che battevo le manine contenta ogni volta che ne iniziava una nuova.
    Togliendo alcune scene un po’ gratuite, qualche clichè inevitabile, alcune performance un po’ sotto tono, per me ne è uscito un musical più che dignitoso, con l’ausilio di una colonna sonora di rilievo, naturalmente, ma anche dotato di geniali trovate proprie, a tratti visionarie. Cazzo son pure riuscita a farmi venire le lacrimette in un paio di occasioni…
     
    Mi è piaciuto il modo in cui le lyrics delle canzoni beatlesiane (più di una trentina!) si infilavano nella trama, il modo in cui hanno catturato persino delle sfumature nelle parole delle canzoni più banalotte (alludo a quelle dei primi Beatles, del periodo pre-droghe, per lo più orecchiabili e simpatiche canzoncine d’amore – che peraltro adoro).
    Mi sono piaciuti i costumi e le scenografie, il set e i suoi dettagli (come il negozietto del Village “Psychedelicatessen”).
    Mi sono piaciuti i camei spiritosi di Joe Cocker, di Bono e di Selma Hayek.
     

    Selma Hayek in Happiness is a Warm gunBono in I'm the Walrus

    Mi è piaciuta la quantità di scene semplicemente belle da guardare, come dei quadri, come la resa di Because, di I’m the Walrus, di Mr. Kite, di Lucy in the Sky…
     
    Because
     
    Mi è piaciuta tantissimo l’interpretazione dei significati di alcune canzoni, tra tutte I Want You: da struggimento amoroso e esasperante che era in Abbey Road all’invito implacabile dello zio Sam, che prende di forza Max e i suoi coetanei nelle file dell’esercito; ho trovato geniale la line “She’s so heavy”, con i soldati che trasportano con fatica la Statua della Libertà in vesti degne di una Via Crucis. Notevolissima anche Strawberry Fields, un canto a due di Jude artistoide e Max in guerra, in cui fragole, arte e bombe a grappolo si mischiano divinamente.

    she's so heavy..

    Strawberry Fields Forever

    Mi è piaciuta la pletora di strizzatine d’occhio ai fan hardcore: come non notare che With a Little Help from my Friends a un certo punto cambia dalla versione originale alla cover, forse anche più celebre, di Joe Cocker a Woodstock ? Questo solo per fare un esempio ma il film è letteralmente un trivia di due ore, e sulla pagina di Wikipedia dedicata al film potete trovare un elenco più esaustivo.
    Mi è piaciuto da matti l’attore che fa Max e passerei con lui una settimana a fare un gioco di ruolo basato sul Manuale del Kamasutra.
     
    Insomma, da fan dei Beatles persa quale sono io mi sento di raccomandarlo: non sono i Beatles ma un musical basato sulle parole delle loro canzoni con riferimenti anche alla loro carriera e al loro periodo storico/musicale.
    Se la cosa non vi disturba, la vostra puzza sotto il naso è moderata e le aspettative commisurate all’opera, io penso che vi piacerà.
     
    Visto che il primo giorno di proiezione eravamo in 4 al cinema (dejavu con Velvet Goldmine 10 anni fa, di solito dice pochissimo sulla qualità del film e molto sulla promozione quasi assente e sulla generale poca fantasia nei gusti delle grandi platee), non so quanto lo terranno quindi keep that in mind :p.

     

    dropped by: Shulypoo | link | commenti (7)
    categorie: musica, film, beatles
    martedì, 27 novembre 2007

    Afasia

    E' da venerdì che ho visto Across the Universe e mi è piaciuto molto, ma da quando ne ho letto critiche molto abbacchianti, laddove per una volta l'ottimista e la (quasi ) entusiasta ero io, mi si sono un po' ammosciate le piume. Ma prometto di scribacchiare qualcosa quando mi torna la voglia.
    E dire che l'umore dovrebbe andare a gonfie vele, visto che per fare un giro in via XX non servono manco più i braccioli. Eh sì, il tempo è miracolosamente tornato decente. Per arrivare al lavoro però occorrono ancora i pesi tipo sub. O al decimo piano ci arrivo senza usare l'ascensore, o la porta.
    dropped by: Shulypoo | link | commenti (3)
    categorie: film, lavoro, genova, dubbi
    venerdì, 23 novembre 2007

    Link cazzatina

    No, non ha niente a che fare con Nicole Kidman che si imbroncia davanti al suo Nintendo DS, ma ho scovato un link a un test dell'età mentale. Che qui appongo.

    La cosa bella è che la mia mente ha 24 anni. Cioè wow per una volta un test ci ha praticamente dato. Dilettatevi gente.

    dropped by: Shulypoo | link | commenti (9)
    categorie: fun , link

    Soffocare

    In questi giorni ho saltato la pausa per avverse condizioni metereologiche. Ovvero l'ho ridotta a una corsa disperata da un grattacielo all'altro per cercare cibo, una corsa/doccia fatta in apnea, col vento che mi spostava persino le tonsille in gola. Devo incontrare il genio di ingegneristica che ha concepito questo complesso di edifici come un tunnel del vento naturale. Per stringergli la mano. O meglio, il pene. In una tagliola infetta.

    Il punto è che ho letto anche più del solito, grazie a queste pause forzate in ufficio, e leggi che ti leggi ho finito pure Soffocare, di Palahniuk. Sempre bello diretto, sempre bello stronzo e sempre bello cinico, pure troppo. La storia è il solito delirio, tra follia, cattiveria, dipendenze, ribaltamenti di prospettiva.
    Un protagonista con cui non sai bene se vuoi simpatizzare, incasinato sino al collo tra un passato da ricostruire, sia per noi che per lui, e una madre pazza.
    Tra un lavoro seriamente del cazzo e gli strani stratagemmi di cui si serve per andare avanti.
    Tra la sessodipendenza, il cinismo relazionale e il bisogno di sentirsi importante e amato.
    Il desiderio di essere un pezzo di merda e il dubbio di non esserlo poi tanto.

    Questo perchè non volevo mollare spoiler in giro (ultimamente mi guardo dal leggere anche i retrocopertina per paura degli spoiler, visto che seguono il trend dei trailer: raccontare tutta la trama per filo e per segno), quindi mi sono tenuta sul vago.

    Ho letto da qualche parte, ora non ricordo dove (potrebbe persino essere in questo libro) che in fondo cerchiamo sempre letture che confermino quello che stiamo già pensando. Il signor Chuck purtroppo si avvicina alle mie idee più ciniche e brutali, ai pensieri sulla struttura dei rapporti umani che sono i più sgradevoli, spalanca porticine che in testa preferisco tenere appena socchiuse.
    Mi fa sembrare il mio personale cinismo un ottimismo da orsetto del cuore. E a me sembra anche TROPPO cinico. Non che quello che uno scrive in un romanzo debba per forza esprimere la sua weltanschauung, naturalmente, uno può anche limitarsi a mettere in scena voci diverse dalla propria. In effetti contrapposta alla visione del protagonista c'è una vocina critica, che ambisce al riscatto, alla "salvezza", alla bontà. E il finale, che più che una fine è un inizio, non  ti permette di capire con precisione come andrà a finire.

    Infatti ho notato questo di Palahniuk: che ti sbatte davanti un problema e lo sviscera, in termini estremi, in modi che non volevi vedere, ma una soluzione definitiva non te la propone, si limita a mostrarti alcune possibilità: alza questo velo di Maya ormai lacero sull'ossatura e la nervatura del mondo* - un tema in fondo vecchio quanto la filosofia - e ti propone di guardare dentro e trarre le tue conclusioni, in un percorso in cui morale, bene e male non sono più dimensioni rilevanti. Non sai neanche se alla fine troverai la Verità, ma sai per certo che striscerai a lungo tra cose brutte e sporche. L'altra scelta è andare avanti come se niente fosse, coi vecchi valori, che anche se insufficienti sono sempre meglio del totale nichilismo morale. Insomma la pillola blu di Matrix, il "choose life" di Trainspotting, è un tema frequentissimo nella produzione recente più popolare, anche se ha radici antiche e non penso sia mai davvero decaduto.

    Soluzioni non provvisorie, soluzioni di successo, non se ne vedono. Il problema ci viene solo indicato, e poi da lì in poi sono cazzi nostri.
    C'è chi interpreta solo la pars destruens di questo discorso e diventa un piccolo e cinico imbecille, senza approdare a nulla che assomigli manco alla serenità, ma additando con disprezzo gli altri come dei babbei mediocri. Non troverà la soluzione, ma vagherà in uno spiacevole limbo di vuoto morale, per tempo indefinito. 
    C'è chi come me - forse altrettanto scioccamente - per il momento si puppa sta pillola blu e cerca di contenere i propri moti sovversivi solo nel cervello, in attesa di una trovata migliore, di una pars construens che nessuno scrittore o filosofo in questo momento sa davvero proporci e che quindi, tadaaan, sarà in effetti compito nostro.
    Vedi anche: Fai da te.
    Vedi anche: Lasciare il lavoro a metà.
    "Mi sento presa per il culo" non è il termine esatto ma è il primo che mi viene in mente.

    Scusatemi la citazione delle formule che il signor Chuck usa tanto nel libro, ma quelle sono proprio carine :p
    Per il resto, pardon per le lunghe elucubrazioni.

     

    *non so se la copertina a questo riguardo sia casuale o ben pensata

    dropped by: Shulypoo | link | commenti (3)
    categorie: riflessioni, libri
    giovedì, 22 novembre 2007

    Vento in poppa

    Gli stronzissimi procioni di iGoogle sono tutti intenti a raccattare foglie coi loro rastrellini da procione. Li vorrei vedere qui a Genova col vento, coi loro mucchietti di foglie e i rastrellini. Le foglie volerebbero bagnate e infangate sul vestito nuovo della signora Prociona. Mentre il vento aiuterebbe il rastrellino di baby Procione a conficcarglisi ostinatamente in un'orbita, in una scena da Happy Tree Friends.

    A me ha solo sfondato un robusto sacchetto di carta, permettendo al contenuto di sparpagliarsi per la città. Documenti salvati per miracolo, Leggo e City perduti nella bufera. Azz dovrò proprio lavorare.

    Tempo dello stracazzissimo cazzo.

     

    P.s. Però c'era un messaggio bellissimo nella mia posta questa mattina  :3

    dropped by: Shulypoo | link | commenti (3)
    categorie: genova, wtf , genki moments
    mercoledì, 21 novembre 2007

    Prospettive

    prospettive

    Diciamo che Google non aiuta molto a pensare positivo...

    dropped by: Shulypoo | link | commenti (1)
    categorie: progetti, wtf

    We gotta get out of this place...

    Santo cielo in questo paese la satira finirà col diventare superflua, perchè le notizie sono già barzellette. Quando ne annunciano una mi aspetto di sentire il rullino di tamburi dopo per rimarcare la battuta, e un pubblico preregistrato che ride.

    Cioè cosa ti resta da dire se non "lol"? Manco devi aspettare il week end per sentire che ne pensano Littizzetto e Luttazzi, quasi non devi ascoltare Vaime la mattina che dice "Ma no, io non ho niente contro i Savoia, io li disprezzo" e lascia spazio alla pubblicità.
    I Savoia chiedono un "risarcimento" di 260 milioni di € delle nostre tasse per "danni morali" e quant'altro "subito" durante l'esilio? Eeeeeeeeh? Cos'è, un rimborso spese dell'affitto? Danni morali di cosa? DIRITTI UMANI VIOLATI???? Per vivere da ricconi a pochi km dal confine? Che cazzo pensano sia questo paese, una slot machine? Ma se la gente se ne va via dal paese di propria volontà perchè stare qui fa schifo, che diavolo di danni avran mai ricevuto?
    Se ne tornino in esilio a calci nel culo, scalcagnata, ignobile, parassita famiglia di sto cazzo. Chi diavolo è il loro PR, chi consiglia loro queste superflue mosse per farsi odiare di più? Meno male che a rispondere a tono, per una volta, ci ha pensato il governo ("Semmai i danni li chiediamo noi"). *

    Per il resto, devo dire che le vicende politiche degli ultimi giorni sono così surreali che non sai manco se ridere o iniziare a sospettare strane trame nascoste che potrebbero insidiare in nuovi modi la nostra già scarsa stabilità. Per ora me la godo. Già l'opposizione in Italia è una cosa divertente: non ha alcun programma politico manifesto che non sia denigrare il governo, chiedere dimissioni e creare instabilità e nuove elezioni. Quando poi sono al governo fanno più danni dei loro avversari. Dischi rotti. Ma ora ci sono colpi di scena da Hollywood.
    Voglio dire è troppo divertente vedere Lega, An e UDC (ieri Casini al TG1 ci è andato pesante, mentre Fini sembra un ex-fidanzato) che danno a Berlusconi del rincoglionito, ste scenette da checche isteriche ero troppo abituata a vederle a sinistra (dove ormai non fa nemmeno più ridere, o piangere). Ora si mormora pure che il Silvio contempli l'idea di governare INSIEME al PD, in caso di parità! Questo o il tipo che scrive su Leggo è ubriaco, o lo era il Berlusca. Il "ma-anchismo" impazza.

    E' come aprire una porta e trovarci una folla di pazzi che urlano e farneticano. Incluso un pirla africano che fa le smorfie e dice "io sono un vampirooo" (video "shock", vengo a sapere negli articoli sul delitto di Perugia. Come se un tizio che fa lo scemo su YouTube fosse una cosa remotamente sospetta). Nani (coi tacchi) e ballerine. Stelle filanti, coriandoli.  Insomma chiudiamo la porta di questa cage aux folles, e a chiave. Io intanto penso a emigrare.

    Come cantavano gli Animals..

    We gotta get out of this place
    If it's the last thing we ever do
    We gotta get out of this place
    'cause girl, there's a better life for me and you


     

    P.s. Chiedo scusa se blatero tanto di attualità, ci sono giorni in cui certe cose le pensi sin da quando accendi la rassegna stampa alle 7 e se non le dici a qualcuno esplodi.

     

    *leggo che qualcuno in quella famiglia ha però la decenza di dissociarsi