Oggi sono incazzata.
Come una biscia.
Il fatto che sia venerdì non aiuta.
Tutta l'insofferenza degli ultimi mesi ogni tanto monta su come una colata lavica e tutto mi sembra inaccettabile, ingiusto, stupido, irrazionale. E sto solo parlando del lavoro eh. Cazzo ho voglia di urlare, di spaccare questo computer di merda, di dire a certe persone proprio tutto quello che penso, nel modo tanto carino che so usare io.
Mi sa che se non fossi così fottutamente stanca SEMPRE dovrei farmi scopare sinchè l'umore di merda non mi esce dalle orecchie, sinchè non mi cola via. Peccato che sono troppo stanca pure per divertirmi, e che l'anima mi resta attaccata col nastro adesivo.
La rete è cosparsa di blog pro-ana (vedrei più di buon occhio i pro-anal): ragazzine di 45kg che postano foto delle loro costole in vista dicendo "sono grassissima!", che si appuntano foto di modelle scheletriche e prefiggono l'obbiettivo di diventare come loro. Ci annoiano col loro diario alimentare e le loro autoflagellazioni dopo aver ingurgitato un mini wurstel furtivamente. Fanno il conto delle calorie. Vomitano. Ammettono di star male e si insultano da sole ma se osi dar loro delle deficienti da fuori, tu che NON PUOI capire il loro dolore interiore, ti si solleva contro un muro di acidità e stizza. Insomma ste pirlette esistono apposta per farci sentire intelligenti.
Chi mi conosce può obiettare che anche io, che peso 50kg, passo molto tempo a complessarmi e ad annotarmi i difetti, e ammetto che a parità di gusto scelgo sempre il cibo meno calorico. Ma secondo me questa è normale cura di sé e buon senso alimentare. Sono arrivata a pesare 46kg semplicemente perchè ero così distratta che mi scordavo di mangiare, ma ero così smunta che dopo tutto non rimpiango i kg che ho riacquistato. Mi si vedeva lo sterno per dire, yuck...
Lungo preambolo per dire che col cibo, senza strafogarmi, ho un buon rapporto: mangio con gusto, faccio bis etc. Quando ne vale la pena: cioè quando il cibo è buono, quando qualcuno ha cucinato per me (c'è una cosa più tenera?), quando sono in compagnia. Per il resto mi modero e faccio attenzione. Insomma a me quelli che prendono un piatto e lo lasciano a metà mi fanno una tristezza...
E questo discorso mi è venuto in mente perchè, come accennavo tempo fa, tra i miei ricordi più simpatici della vita negli States trovo ci sia un lungo elenco di cibarie. Non l'ho capito sinchè non ho provato a fare concretamente un elenco. Rabbrividite, si: un'italiana che non fa la snob sul cibo americano.
Ci sono da fare dei distinguo: mangiare bene e mangiare salutare sono cose molto più facili in Italia, è quasi spontaneo farlo. Mangiare porcheriole gustose, in America, è altrettanto spontaneo. Con tutti i rischi per la linea e per la salute che ne conseguono: bisogna fare positivamente uno sforzo per non ingrassare, lì. E' un mondo alimentare diverso, poche balle: l'Italia ne esce meglio, overall, ma in America ci sono certe chicchette che almeno una volta bisogna provare.
Una delle prime impressioni che ne ho avuto era che quel continente fosse un "endless wasteland of food": cibo ovunque cazzo, davvero ovunque e sempre disponibile, 24 ore al giorno e nei luoghi più impensati. Raramente fresco, raramente non processato, raramente ipocalorico. Raramente non buonissimo. Insomma quando vivevo lì mi mancava la gioia del semplice panino fresco al prosciutto crudo, ma penso in questo momento ammazzerei per un delizioso burrito sugnoso di Taco Bell....
Penso più tardi posterò proprio LA lista...
Ieri sono stata sgridata da un amico.
Sgridata perchè a sua detta il mio blog è diventato una specie di rassegna stampa mattutina. Mentre prima, a suo dire, su queste pagine si potevano godere chicche come i miei pasti giornalieri e il colore delle mie mutandine giornalmente aggiornato (sono viola oggi, se vi interessasse, e la mattina ho mangiato latte con i biscotti), in queste settimane mi trovate a inveire sui Savoia e recensire libri e film.
Morale della storia: pensa che non mi faccia più abbastanza emoseghe mentali, devo desumerne.
Che devo dire in mia difesa? Ho così poco tempo per me stessa che cerco di non darlo tutto in pasto alla tristezza. La mia situazione è stabil-depressive, e per ora ci resta.
Boh, ci sono rimasta male. Ciò potrebbe effettivamente scatenare emoseghe mentali tutte nuove.





No, non ha niente a che fare con Nicole Kidman che si imbroncia davanti al suo Nintendo DS, ma ho scovato un link a un test dell'età mentale. Che qui appongo.
La cosa bella è che la mia mente ha 24 anni. Cioè wow per una volta un test ci ha praticamente dato. Dilettatevi gente.
In questi giorni ho saltato la pausa per avverse condizioni metereologiche. Ovvero l'ho ridotta a una corsa disperata da un grattacielo all'altro per cercare cibo, una corsa/doccia fatta in apnea, col vento che mi spostava persino le tonsille in gola. Devo incontrare il genio di ingegneristica che ha concepito questo complesso di edifici come un tunnel del vento naturale. Per stringergli la mano. O meglio, il pene. In una tagliola infetta.

Il punto è che ho letto anche più del solito, grazie a queste pause forzate in ufficio, e leggi che ti leggi ho finito pure Soffocare, di Palahniuk. Sempre bello diretto, sempre bello stronzo e sempre bello cinico, pure troppo. La storia è il solito delirio, tra follia, cattiveria, dipendenze, ribaltamenti di prospettiva.
Un protagonista con cui non sai bene se vuoi simpatizzare, incasinato sino al collo tra un passato da ricostruire, sia per noi che per lui, e una madre pazza.
Tra un lavoro seriamente del cazzo e gli strani stratagemmi di cui si serve per andare avanti.
Tra la sessodipendenza, il cinismo relazionale e il bisogno di sentirsi importante e amato.
Il desiderio di essere un pezzo di merda e il dubbio di non esserlo poi tanto.
Questo perchè non volevo mollare spoiler in giro (ultimamente mi guardo dal leggere anche i retrocopertina per paura degli spoiler, visto che seguono il trend dei trailer: raccontare tutta la trama per filo e per segno), quindi mi sono tenuta sul vago.
Ho letto da qualche parte, ora non ricordo dove (potrebbe persino essere in questo libro) che in fondo cerchiamo sempre letture che confermino quello che stiamo già pensando. Il signor Chuck purtroppo si avvicina alle mie idee più ciniche e brutali, ai pensieri sulla struttura dei rapporti umani che sono i più sgradevoli, spalanca porticine che in testa preferisco tenere appena socchiuse.
Mi fa sembrare il mio personale cinismo un ottimismo da orsetto del cuore. E a me sembra anche TROPPO cinico. Non che quello che uno scrive in un romanzo debba per forza esprimere la sua weltanschauung, naturalmente, uno può anche limitarsi a mettere in scena voci diverse dalla propria. In effetti contrapposta alla visione del protagonista c'è una vocina critica, che ambisce al riscatto, alla "salvezza", alla bontà. E il finale, che più che una fine è un inizio, non ti permette di capire con precisione come andrà a finire.
Infatti ho notato questo di Palahniuk: che ti sbatte davanti un problema e lo sviscera, in termini estremi, in modi che non volevi vedere, ma una soluzione definitiva non te la propone, si limita a mostrarti alcune possibilità: alza questo velo di Maya ormai lacero sull'ossatura e la nervatura del mondo* - un tema in fondo vecchio quanto la filosofia - e ti propone di guardare dentro e trarre le tue conclusioni, in un percorso in cui morale, bene e male non sono più dimensioni rilevanti. Non sai neanche se alla fine troverai la Verità, ma sai per certo che striscerai a lungo tra cose brutte e sporche. L'altra scelta è andare avanti come se niente fosse, coi vecchi valori, che anche se insufficienti sono sempre meglio del totale nichilismo morale. Insomma la pillola blu di Matrix, il "choose life" di Trainspotting, è un tema frequentissimo nella produzione recente più popolare, anche se ha radici antiche e non penso sia mai davvero decaduto.
Soluzioni non provvisorie, soluzioni di successo, non se ne vedono. Il problema ci viene solo indicato, e poi da lì in poi sono cazzi nostri.
C'è chi interpreta solo la pars destruens di questo discorso e diventa un piccolo e cinico imbecille, senza approdare a nulla che assomigli manco alla serenità, ma additando con disprezzo gli altri come dei babbei mediocri. Non troverà la soluzione, ma vagherà in uno spiacevole limbo di vuoto morale, per tempo indefinito.
C'è chi come me - forse altrettanto scioccamente - per il momento si puppa sta pillola blu e cerca di contenere i propri moti sovversivi solo nel cervello, in attesa di una trovata migliore, di una pars construens che nessuno scrittore o filosofo in questo momento sa davvero proporci e che quindi, tadaaan, sarà in effetti compito nostro.
Vedi anche: Fai da te.
Vedi anche: Lasciare il lavoro a metà.
"Mi sento presa per il culo" non è il termine esatto ma è il primo che mi viene in mente.
Scusatemi la citazione delle formule che il signor Chuck usa tanto nel libro, ma quelle sono proprio carine :p
Per il resto, pardon per le lunghe elucubrazioni.
*non so se la copertina a questo riguardo sia casuale o ben pensata
Gli stronzissimi procioni di iGoogle sono tutti intenti a raccattare foglie coi loro rastrellini da procione. Li vorrei vedere qui a Genova col vento, coi loro mucchietti di foglie e i rastrellini. Le foglie volerebbero bagnate e infangate sul vestito nuovo della signora Prociona. Mentre il vento aiuterebbe il rastrellino di baby Procione a conficcarglisi ostinatamente in un'orbita, in una scena da Happy Tree Friends.
A me ha solo sfondato un robusto sacchetto di carta, permettendo al contenuto di sparpagliarsi per la città. Documenti salvati per miracolo, Leggo e City perduti nella bufera. Azz dovrò proprio lavorare.
Tempo dello stracazzissimo cazzo.
P.s. Però c'era un messaggio bellissimo nella mia posta questa mattina :3

Diciamo che Google non aiuta molto a pensare positivo...
Santo cielo in questo paese la satira finirà col diventare superflua, perchè le notizie sono già barzellette. Quando ne annunciano una mi aspetto di sentire il rullino di tamburi dopo per rimarcare la battuta, e un pubblico preregistrato che ride.
Cioè cosa ti resta da dire se non "lol"? Manco devi aspettare il week end per sentire che ne pensano Littizzetto e Luttazzi, quasi non devi ascoltare Vaime la mattina che dice "Ma no, io non ho niente contro i Savoia, io li disprezzo" e lascia spazio alla pubblicità.
I Savoia chiedono un "risarcimento" di 260 milioni di € delle nostre tasse per "danni morali" e quant'altro "subito" durante l'esilio? Eeeeeeeeh? Cos'è, un rimborso spese dell'affitto? Danni morali di cosa? DIRITTI UMANI VIOLATI???? Per vivere da ricconi a pochi km dal confine? Che cazzo pensano sia questo paese, una slot machine? Ma se la gente se ne va via dal paese di propria volontà perchè stare qui fa schifo, che diavolo di danni avran mai ricevuto?
Se ne tornino in esilio a calci nel culo, scalcagnata, ignobile, parassita famiglia di sto cazzo. Chi diavolo è il loro PR, chi consiglia loro queste superflue mosse per farsi odiare di più? Meno male che a rispondere a tono, per una volta, ci ha pensato il governo ("Semmai i danni li chiediamo noi"). *
Per il resto, devo dire che le vicende politiche degli ultimi giorni sono così surreali che non sai manco se ridere o iniziare a sospettare strane trame nascoste che potrebbero insidiare in nuovi modi la nostra già scarsa stabilità. Per ora me la godo. Già l'opposizione in Italia è una cosa divertente: non ha alcun programma politico manifesto che non sia denigrare il governo, chiedere dimissioni e creare instabilità e nuove elezioni. Quando poi sono al governo fanno più danni dei loro avversari. Dischi rotti. Ma ora ci sono colpi di scena da Hollywood.
Voglio dire è troppo divertente vedere Lega, An e UDC (ieri Casini al TG1 ci è andato pesante, mentre Fini sembra un ex-fidanzato) che danno a Berlusconi del rincoglionito, ste scenette da checche isteriche ero troppo abituata a vederle a sinistra (dove ormai non fa nemmeno più ridere, o piangere). Ora si mormora pure che il Silvio contempli l'idea di governare INSIEME al PD, in caso di parità! Questo o il tipo che scrive su Leggo è ubriaco, o lo era il Berlusca. Il "ma-anchismo" impazza.
E' come aprire una porta e trovarci una folla di pazzi che urlano e farneticano. Incluso un pirla africano che fa le smorfie e dice "io sono un vampirooo" (video "shock", vengo a sapere negli articoli sul delitto di Perugia. Come se un tizio che fa lo scemo su YouTube fosse una cosa remotamente sospetta). Nani (coi tacchi) e ballerine. Stelle filanti, coriandoli. Insomma chiudiamo la porta di questa cage aux folles, e a chiave. Io intanto penso a emigrare.
Come cantavano gli Animals..
We gotta get out of this place
If it's the last thing we ever do
We gotta get out of this place
'cause girl, there's a better life for me and you
P.s. Chiedo scusa se blatero tanto di attualità, ci sono giorni in cui certe cose le pensi sin da quando accendi la rassegna stampa alle 7 e se non le dici a qualcuno esplodi.
*leggo che qualcuno in quella famiglia ha però la decenza di dissociarsi